La minoranza consiliare spezzina porta nuovamente i temi del trasporto pubblico locale nell’agone di Palazzo Civico con una mozione che sarà discussa come ultimo punto nella seduta di martedì 9 dicembre. La mozione, datata 5 dicembre e firmata da tutti i consiglieri di opposizione, introduce in Sala consiglio il tema della “odissea del servizio di trasporto pubblico locale”. Un atto articolato, che ricostruisce la lunga sequenza di problemi che negli ultimi anni ha investito il e che, secondo i proponenti, oggi si intreccia con una fase ancora più delicata: la revisione del sistema regionale avviata dal presidente della Regione Marco Bucci.
La mozione ricorda innanzitutto come il servizio spezzino sia immerso da tempo in una crisi profonda, “confermata dagli ultimi bilanci del Comune e di Atc”. Una crisi attribuita a una pluralità di fattori, a partire dai ripetuti tagli verticali alle risorse destinate al Tpl e dalle scelte gestionali operate in questi anni, ritenute dai firmatari poco lungimiranti e addirittura dannose per la qualità del servizio e per le condizioni di lavoro del personale. A questo si aggiunge una politica del personale giudicata inadeguata, incapace di rendere l’azienda competitiva sul mercato delle assunzioni, con ricadute dirette sulla disponibilità di autisti e sul regolare svolgimento del servizio.
Punto di frizione centrale resta il subappalto del 30 per cento del servizio, processo che secondo i consiglieri di centrosinistra ha aggravato ulteriormente instabilità e incertezza. Le criticità emerse con il consorzio Trotta – Riccitelli, subentrato a seguito del bando, vengono definite non solo persistenti ma sistemiche: corse saltate, ritardi accumulati, mezzi vecchi e inadeguati e, nei casi più gravi, violazioni della normativa sulla sicurezza. La mozione cita esplicitamente episodi dell’estate 2025, quando sono circolati mezzi privi di revisione regolare e si è registrato perfino un caso di guida con patente scaduta.
A complicare ulteriormente il quadro, i firmatari ricordano il consistente taglio delle risorse aggiuntive deciso da Regione Liguria. La Provincia della Spezia è passata dallo storico 13 per cento al 4,4 per cento dell’ammontare complessivo, con una perdita di oltre 500mila euro. Una riduzione che avviene, si sottolinea, in una fase in cui l’intero sistema richiederebbe investimenti e non restringimenti. La nuova ripartizione premia in particolare le aree di confine e ridefinisce i criteri sulla base della distanza dai capoluoghi e dei differenziali tra ambiti extraurbani, penalizzando però in modo evidente il territorio spezzino. Preoccupazione viene espressa anche per la decisione di conferire ad Amt Genova un anticipo superiore ai 14 milioni di euro per sanare i conti della società, una scelta che, secondo i consiglieri, potrebbe riflettersi sulle risorse destinate agli altri territori.
Nel cuore della mozione entra poi la questione più recente: l’ipotesi, annunciata pubblicamente e a più riprese dal presidente Bucci, di una riorganizzazione radicale del sistema del trasporto pubblico ligure. Il documento riporta le dichiarazioni in cui il governatore anticipa l’intenzione di istituire un’agenzia regionale dei trasporti tramite Filse e, successivamente, di procedere alla creazione di un’unica azienda regionale. Un progetto che compare formalmente negli emendamenti al disegno di legge sul bilancio di previsione, dove l’articolo 6bis definisce struttura, funzioni e poteri della futura Agenzia, compresa la possibilità di gestire direttamente reti, dotazioni e beni essenziali del trasporto pubblico, nonché l’istituzione di un unico Ambito territoriale ottimale.
La mozione segnala come né ai sindacati, né alle aziende del settore siano state fornite, fino a oggi, informazioni chiare sul ruolo dell’Agenzia, sulle modalità del percorso che dovrebbe portare all’azienda unica e, soprattutto, sul destino dei lavoratori. Un ulteriore elemento di incertezza, che si somma alle criticità locali e alla situazione debitoria di Amt Genova, creando un quadro complessivo che, secondo i proponenti, rischia di mettere ulteriormente in crisi il Tpl della provincia spezzina e del capoluogo.
Infine, i consiglieri di opposizione richiamano l’attenzione sul fatto che l’emendamento che istituisce l’Agenzia regionale verrà discusso nel prossimo Consiglio regionale e, in caso di approvazione, entrerà in vigore già dal primo gennaio. Una tempistica definita “particolarmente preoccupante, considerata la portata della riforma e l’assenza di un confronto adeguato con i territori”.