È stato avviato il confronto tra la direzione aziendale di The Italian Sea Group e le rappresentanze sindacali di Fim, Fiom e Uilm sulla gestione della fase di crisi del gruppo e sull’individuazione dell’ammortizzatore sociale da richiedere al Ministero.
A fronte della forte riduzione dell’attività lavorativa, finora gestita quasi esclusivamente attraverso l’utilizzo delle ferie dei dipendenti, azienda e sindacati hanno condiviso l’ipotesi di ricorrere al contratto di solidarietà, considerato lo strumento più adeguato per salvaguardare i livelli occupazionali.
L’incontro ha avuto carattere interlocutorio, ma il sindacato ha presentato una piattaforma di richieste finalizzata a garantire la massima tutela del personale coinvolto. Tra le richieste c’è l’anticipo dell’ammortizzatore sociale da parte dell’azienda, con l’erogazione diretta della quota di solidarietà senza attendere i tempi di pagamento dell’Inps, oltre all’applicazione della rotazione del trattamento di solidarietà a tutto il personale.
Fim, Fiom e Uilm chiedono inoltre la piena maturazione dei ratei legati alla retribuzione, compresi tredicesima, ferie, Par e istituti indiretti, e un’integrazione salariale aziendale fino al raggiungimento del 100% della retribuzione lorda.
Sul fronte del controllo, il sindacato propone verifiche quindicinali per monitorare il rispetto dei criteri di rotazione. Chiesta anche una particolare tutela delle ferie, con l’azzeramento delle eventuali trattenute sui saldi negativi in caso di cessazione del rapporto di lavoro e l’estensione fino a 24 mesi del periodo per il recupero delle ferie arretrate.
Il tavolo negoziale è stato aggiornato al 1° settembre. In quella data azienda e organizzazioni sindacali riprenderanno il confronto nel merito per definire i dettagli di un possibile accordo condiviso.
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