Tarros, brusca frenata nella trattativa con Contship: sorpasso da parte degli emiratini di Dp World e Gulftainer

Quella che sembrava essere la trattativa più avanzata per l’ingresso di un nuovo socio nella compagine del gruppo Tarros avrebbe subito nelle ultime settimane una brusca e improvvisa frenata. Al centro della partita c’era Contship, il gruppo che opera nel porto spezzino attraverso La Spezia Container Terminal e che, secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi, sembrava ormai vicino a un accordo con l’armatore e patron di Tarros, Alberto Musso.

L’operazione, che sembrava indirizzata verso una conclusione positiva entro la fine dell’estate, avrebbe invece rallentato sensibilmente e una settimana fa la notizia è stata comunicata nel corso di un vertice in via delle Casermette. Non significa necessariamente che il dossier sia chiuso, ma il quadro degli interlocutori sarebbe nuovamente cambiato e, stando alle voci raccolte negli ultimi giorni negli ambienti portuali, i principali interlocutori di Musso sarebbero oggi i gruppi emiratini di Dp World e Gulftainer. Mentre non si hanno conferme del fatto che i francesi di Cma Cgm siano mai stati davvero della partita.

Dp World, già indicato nei mesi scorsi tra i pretendenti alle quote di Tarros, sarebbe tornato così al centro della trattativa. Ma c’è da mettere in conto anche la novità dell’interessamento di Gulftainer, che negli Emirati gestisce tre terminal container per conto dell’Autorità portuale di Sharjah – Khorfakkan Container Terminal, Sharjah Container Terminal e Porto di Hamriyah – oltre all’Iraq Container Terminal e all’Iraq Project Terminal.

Un elemento che alimenta ulteriormente le indiscrezioni è rappresentato dai sopralluoghi che esponenti di Dp World e Gulftainer avrebbero effettuato all’interno del terminal spezzino di Tarros nelle scorse settimane. Un passaggio che viene letto come un segnale concreto dell’interesse dei gruppi emiratini e della volontà di approfondire direttamente caratteristiche, infrastrutture e prospettive dell’asset.

La trattativa per l’ingresso di un nuovo socio nasce dalla necessità di sostenere il programma di investimenti che Tarros ha davanti a sé. Il gruppo della famiglia Musso è chiamato infatti a mettere in campo risorse importanti per lo sviluppo del Terminal del Golfo, dopo l’accordo per l’ampliamento dell’area e l’iter per la realizzazione delle nuove infrastrutture. Un progetto che, nelle stime circolate nei mesi scorsi, vale complessivamente circa 100 milioni di euro e che comprende anche la costruzione della nuova banchina, con un primo lotto di lavori da circa 15 milioni.

È proprio la prospettiva di questi investimenti, insieme al valore strategico della presenza di Tarros nello scalo spezzino, ad aver attirato l’attenzione dei grandi gruppi internazionali. La società non rappresenta infatti soltanto un terminal, ma dispone di una componente armatoriale e logistica che costituisce un sistema integrato, con una presenza consolidata nel Mediterraneo.

Per Contship, gruppo già fortemente radicato nello scalo spezzino attraverso Lsct, di cui detiene la maggioranza rispetto al partner Msc, l’ingresso nella compagine di Tarros modificherebbe ulteriormente gli equilibri del porto. Proprio la posizione già occupata da Contship nello scalo rappresentava uno degli elementi più delicati dell’operazione, anche in relazione ai profili di concentrazione che un’eventuale acquisizione avrebbe potuto determinare.

Resta da capire quale forma potrebbe assumere l’operazione avviata da Tarros. Le indiscrezioni emerse nei mesi scorsi non consentivano di stabilire né la quota destinata al nuovo socio né il perimetro preciso dell’investimento: il dossier potrebbe riguardare il terminal e la parte logistica oppure avere una dimensione più ampia, coinvolgendo anche la componente armatoriale del gruppo.

La famiglia Musso, da parte sua, sembra essere alla ricerca di un partner in grado di accompagnare Tarros nella prossima fase di sviluppo, mettendo a disposizione capitali e competenze per sostenere gli investimenti programmati. Il punto, quindi, non sarebbe soltanto individuare un investitore per lo sviluppo e la gestione del terminal, ma scegliere quale assetto societario possa meglio sostenere la crescita del gruppo senza perdere il controllo del progetto industriale.

Per il porto della Spezia, la scelta avrebbe comunque un peso rilevante. L’eventuale ingresso di un grande gruppo internazionale nella compagine di Tarros ridisegnerebbe infatti gli equilibri tra gli operatori presenti sulle banchine e potrebbe avere ricadute sulla futura organizzazione dello scalo.

Dopo mesi in cui Contship sembrava aver conquistato la pole position, la brusca frenata della trattativa rimette tutto in discussione. E, almeno per il momento, gli occhi puntano verso gli Emirati.

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