Il ministro della Difesa Guido Crosetto annuncia un taglio del 18% dei costi della commessa LRMV, joint venture tra Leonardo e Rheinmetall, per i nuovi mezzi corazzati dell’Esercito Italiano che ha l’ex Oto Melara come polo industriale di punta. Lo ha annunciato in occasione di un incontro sul tema “Sicurezza è sviluppo” in video-collegamento con la Confindustria Toscana Centro e Costa. Sulla natura del taglio dei costi non sono stati dati dettagli.
“Quando fanno un’offerta alla Difesa faccio come a casa mia e non mi fermo al primo prezzo. Provo a contrattarlo e così facendo abbiamo risparmiato il 18%. Con un programma che vale venti miliardi fate voi il calcolo – ha spiegato Crosetto -. E poi vorrei che più parti possibili di quel carro fossero costruite in Italia. Se viene prodotto in Italia, il 92% delle ricadute è su aziende italiane. Quel sistema di difesa muove anche l’economia. Volevo un approccio simile a quello americano, cioè che producesse ricerca dalla Toscana a Milano, Torino e Bari. Perché la ricerca militare potesse contagiare anche quella duale e creare tecnologie che possano diventare immediatamente civili. Il settore Difesa non deve portare solo crescita di potenza militare ma soprattutto tecnologica, di ricerca e di welfare”.

Crosetto ha voluta tuttavia rassicurare una notizia che avrà ripercussioni da Roma a Berlino, oltre che alla Spezia, sottolineando che “nulla nei nostri programmi è stato interrotto: prosegue l’intenzione di avere mezzi di nuova generazione ma stiamo ragionando sui numeri e sui tempi”. Il programma iniziale di Leonardo-Rheinmetall per l’Esercito Italiano prevedeva entro il 20240 la fornitura di 272 carri armati e 1050 unità di fanteria per un impegno di circa 23 miliardi di euro. Diversi i siti industriali di Leonardo, Rheinmetall e di fornitori come Iveco Military Vehicles e Renk coinvolti, con la fabbrica della Melara come luogo di finalizzazione del prodotto.
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