Stazione Migliarina, spuntano teli sulla recinzione. I residenti: “Ridicolo palliativo”

Nuove proteste dei residenti di Mazzetta e via Lunigiana a causa dei disagi portati dal potenziamento della stazione di Migliarina per il servizio Cinque Terre Express. Al centro delle polemiche, questa volta, i teli installati da Rfi lungo la recinzione a ridosso delle abitazioni, come risposta alle segnalazioni sulla privacy violata.

Da settimane il comitato spontaneo dei residenti, che raccoglie una novantina di famiglie, denuncia il passaggio dei treni a pochi metri dalle finestre delle case, con i passeggeri che possono vedere direttamente all’interno di cucine e camere da letto. Dopo le proteste e il recente question time in Consiglio comunale, nella giornata di venerdì sono comparsi alcuni teli di plastica fissati alla rete metallica.

Una soluzione che però non convince chi vive nella zona. “Hanno speso milioni per il binario e poi mettono dei teli che sembrano quelli delle serre agricole — ironizza il portavoce del comitato dei residenti — e la cosa più assurda è che sono pure semitrasparenti! Nei video si vede chiaramente che dalle carrozze si continua a guardare dentro le nostre case senza problemi. È solo un ridicolo palliativo, una sciocchezza economica che non risolve nulla”.

Le critiche riguardano anche lo stato dell’area compresa tra la recinzione ferroviaria e le abitazioni. I residenti parlano di vegetazione incolta, sterpaglie e degrado, con timori legati all’igiene pubblica e al rischio incendi durante l’estate.

“A questo punto — continua provocatoriamente il portavoce del comitato — visto che i teli da serra li hanno messi e lo spazio verde è abbandonato, Rfi potrebbe direttamente piantare pomodori, zucchine e ortaggi. Almeno quel pezzo di terra servirebbe a qualcosa, anziché essere lasciato all’incuria”.

Per di più fino all’avvio dei lavori quell’area era mantenuta in ordine grazie a un accordo tra Rfi e alcuni residenti, che coltivavano i terreni pagando un piccolo canone. Con il cantiere, gli spazi sarebbero stati liberati e poi lasciati senza manutenzione.

Il gruppo, che riunisce oltre 90 famiglie, chiede ora interventi strutturali. “Quello che serve davvero per la nostra salute e nel rispetto delle leggi non sono i teli di plastica, ma le barriere fonoassorbenti e fono-assorbenti di ultima generazione che ancora tardano ad arrivare. Continueremo la nostra battaglia in ogni sede”, conclude il portavoce del comitato.

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