“La Marina Militare opera oggi con oltre 9.000 unità in meno rispetto al fabbisogno. Le missioni operative si susseguono senza sosta, spesso per oltre sei mesi consecutivi, in teatri lontani e complessi. Il personale è esausto, logorato da imbarchi ripetuti, mobilità continua e sacrifici familiari a qualsiasi età, nonostante il pregresso. L’assenza di un’adeguata rotazione e di un sistema di recupero psicofisico mina la tenuta dell’intero comparto”. Lo afferma Warner Greco, segretario generale del sindacato militare Sim Marina, all’indomani dell’incontro avvenuto a Palazzo Chigi il ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, il ministro dell’interno Matteo Piantedosi, il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano, il sottosegretario alla difesa Matteo Perego di Cremnago e il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro delle Vedove, con loro una rappresentanza di consiglieri e di capi di gabinetto per parlare della legge di bilancio 2025.
“Dopo lunghi periodi di imbarco, i colleghi vengono impiegati in attività di manovalanza, svilendo professionalità e motivazione, con una percezione diffusa di abbandono istituzionale – ha aggiunto Greco -. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: aumento dei congedi, transito in altre amministrazioni civili, crollo delle domande di arruolamento. I giovani volontari abbandonano la Marina Militare per mancanza di prospettive”.
Sim Marina ha chiesto ai rappresentanti del governo un legge speciale per il personale della Marina Militare che preveda tra le altre cose indennità di trasferimento, investimenti nelle infrastrutture logistiche, più risorse dedicate ai manovalanza a terra, riconoscimento economico per brevetti e specializzazioni. Il sindacato chiede infine l’istituzione di una retribuzione di navigazione proporzionata alla durata dell’impegno e il miglioramento delle condizioni economiche per il personale volontario. “Una proposta tanto forte quanto necessaria e che serve per evitare che nel medio periodo la Marina Militare non sia più in grado di svolgere i compiti istituzionali vitali per la sicurezza del Paese – conclude Greco -. Siamo pronti a una collaborazione istituzionale seria ed approfondita”.
Per il Siulm Marina presenti Antonio Malcangio, segretario generale nazionale, e Antonello Ciavarelli, segretario generale area sud e coordinatore nazionale. “Si apra la contrattazione 2025-2027 e l’immediato stanziamento di adeguati fondi per le indennità accessorie, ovvero le risorse per il personale in navigazione”, hanno sottolineato i rappresentanti sindacali chiedendo una “inversione di tendenza, in particolare cercando di portare la Marina Militare almeno alle 32.000 unità. Per la Guardia costiera e Capitanerie di porto si è fatta notare l’assenza del Ministro Matteo Salvini e la necessità di un riconoscimento delle funzioni di pubblica sicurezza per aumentare la sicurezza dei cittadini e degli stessi guardia coste”.
Elementi di soddisfazione le rassicurazioni del ministro Zangrillo, che avrebbe garantito che già da gennaio inizierà la nuova contrattazione e del ministro Giorgetti che “sul tema della previdenza dedicata al personale militare, ancora in attesa di piena attuazione, ha garantito l’assegnazione di fondi sul prossimo bilancio, senza sbilanciarsi sulle cifre, ma garantendo un processo graduale di stanziamenti, per evitare che in un prossimo futuro nascano nuove povertà con le stellette”.