Doppio appuntamento per la decima edizione della rassegna “Cinque Terre: un mare di libri”: giovedì 9 luglio alle 21.30 in Piazza Capellini a Manarola omaggio a Renato Birolli e venerdì 10 luglio alle 21.30 a Vernazza Gino Castaldo presenta il suo ultimo libro “La musica è finita”. L’iniziativa, con ingresso libero, curata e dall’Associazione Gli Scarti, è organizzata dal Parco nazionale delle Cinque Terre, dai Comuni di Monterosso, Vernazza e Riomaggiore in collaborazione con le Pro Loco e la Fondazione Manarola.
Giovedì a Manarola per la serata di ricordo di Renato Birolli intervengono Viviana Birolli, presidente dell’Archivio e Fondazione Renato Birolli; Emanuela Cavallo, autrice del libro “Artisti alle Cinque Terre”; Claudio Rollandi della Fondazione Manarola e Fabrizia Pecunia, sindaco di Riomaggiore. Verrà celebrata la figura del principale artista che ha rivoluzionato l’immagine delle Cinque Terre, dal figurativo all’astrattismo, diventando un punto di riferimento per i tanti artisti che hanno animato al Festa ai Pittori che si è tenuta per decenni proprio nel piccolo borgo marinaro. Il rapporto tra il pittore Renato Birolli (Verona, 10 dicembre 1905 – Milano, 3 maggio 1959) e le Cinque Terre si realizza a partire dal 1955, nella fase matura della sua produzione artistica. A serigrafie e cicli pittorici, come quello degli Incendi, si somma la narrazione e la capacità d’analisi sociale che trovano spazio in una rubrica tenuta sul quotidiano “l’Unità” dal titolo ‘Diario di Manarola’. Parole e forme descrivono un momento di profondo cambiamento vissuto dal territorio, rimasto atavicamente isolato in una dimensione agricola secolare e antica. La città dell’Arsenale e delle industrie chiama a sé le braccia destinate per generazioni alla viticoltura e impone un necessario riequilibrio. L’artista, attivo nel dibattito culturale e politico dei tempi, coglie con sensibilità e capacità di visione questo emblematico e delicato cambiamento. Al contempo le sue Cinque Terre diventano per la prima volta un paesaggio dell’anima, attualizzato dal suo particolare modo di unire astratto e figurativo. Manarola fu la sua svolta, non solo in termini pittorici, ma anche umani. Lì scoprì il significato più profondo della parola “incontro” sia con la natura del luogo che con gli
abitanti.

Venerdì si torna a Vernazza con Gino Castaldo che presenta il suo ultimo libro “La musica è finita” (HarperCollins Italia). Il famoso critico, ci accompagnerà in un viaggio nella culturale musicale e nel modo in cui la musica è cambiata sia nella produzione che nell’ascolto con l’ausilio di una sua propria colonna sonora. Castaldo analizza la mutazione del fenomeno musicale degli ultimi decenni, forse della sua intera storia. Una trasformazione che non riguarda solo i suoni, ma l’intero processo creativo, i modi di produzione, distribuzione e consumo. Dall’analogico al digitale, dai vinili alle piattaforme di streaming, fino all’irrompere dell’intelligenza artificiale, questo libro esplora come la tecnologia abbia ridefinito il nostro rapporto con la musica, trasformandola da esperienza collettiva a consumo individuale, da arte imperfetta e vibrante a prodotto perfettamente confezionato. “La musica è finita” offre uno strumento nuovo per comprendere il presente e immaginare il futuro e restituisce alla musica la sua dimensione più autentica: quella di un’arte capace di emozionare, unire e resistere al tempo.

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