Sono partiti anche alla Spezia, come nel resto della Liguria, i saldi invernali. Il quadro che emerge è abbastanza chiaro: è ancora troppo presto per avere dati precisi, anche se i consumi restano timidi appena passate le feste. Un tempo polmone del commercio, oggi i saldi dei negozi fisici e tradizionali rappresentano un’ulteriore fase scontistica, con mid-season sale e Black Friday terminati da meno di un mese. La partenza sembra essere ancora lenta, con la maggior parte delle vetrine che annunciano sconti tra il 20 e il 30 per cento, per poi aumentare le percentuali nelle prossime settimane fino a dimezzare i prezzi verso le battute finali.
Il calo delle vendite nel settore dell’abbigliamento, con i saldi appena iniziati, dovrebbe rientrare entro il 5 per cento. Un dato abbastanza contenuto, ma sul piatto della bilancia commercianti e clienti sono costretti a mettere più situazioni: i primi devono mantenere la competitività in un’eterna stagione di prezzi ribassati, i secondi se la devono vedere con conti e portafogli che languono per un potere d’acquisto ridotto.
Per districarsi in una situazione così complessa, c’è chi adotta tradizioni antiche e strategie precise per mantenere qualità e rapporto con i clienti, nonostante il mercato e gli sconti perenni dentro e fuori dal web. La fiducia da entrambe le parti serve e anche questa può essere identificata come una strategia efficace. Un esempio arriva dalla storica azienda spezzina Abruzzese, dove i titolari portano avanti una realtà che conta diversi punti vendita tra La Spezia e Sarzana.
“Il mondo del commercio è in continua trasformazione — spiegano da Abruzzese —. Noi cerchiamo di essere veloci mantenendo un rapporto diretto, fisico e continuo con i fornitori, senza mai trascurare il cliente, che quando entra nei nostri punti vendita deve trovare sempre un sorriso e cortesia. Per noi questo è un input aziendale importante. L’impegno è quotidiano, anche se è evidente che ci sono strategie commerciali sempre più aggressive che possono creare forte pressione sul settore. Noi siamo specializzati nel pronto moda e lavoriamo in modo che siano sempre disponibili capi ‘freschi’, non avanzi di magazzino, consapevoli che per mantenere questa linea la marginalità di guadagno per noi può ridursi, ma con un cliente che torna. In questo momento sono strategie che premiano e la conferma arriva anche dai nostri clienti”.
Per il commercio tradizionale lavorare è diventata una sfida quotidiana che si cerca di affrontare con tenacia. Lo sa bene Elisabetta Gabarello, titolare di Helle Boutique, storico esercizio di via Veneto che porta avanti un’arte, quella della fidelizzazione del cliente, dagli anni Settanta. La titolare non nega le difficoltà, ma le strategie restano la fidelizzazione, una passione viscerale per il proprio lavoro e il sostegno delle proprie collaboratrici.
“L’esperienza conta — spiega Gabarello —. Siamo alla terza generazione con mia figlia Carolina, bravissima negli acquisti. Non posso non citare le mie clienti, molte delle quali non vogliono rinunciare all’acquisto nel negozio fisico. Loro vogliono essere seguite, giustamente, ed è per me un immenso piacere poterlo fare. Amo valorizzarle, vederle indossare un capo che le rende ancora più belle. La grande esperienza maturata con il lavoro cominciato dalla famiglia è una marcia in più. Non di rado le clienti mi chiedono come faccia ad intuire i loro desideri: è uno degli aspetti più gratificanti di questo lavoro, ed è anche questione di occhio”.
“Fare un primo bilancio dei saldi è prematuro — aggiunge — perché solitamente gli acquisti partono nei giorni successivi alle feste, senza dimenticare che le modalità di acquisto sono cambiate dal Covid in poi. Non mancano le difficoltà, perché ci sono costi elevati nel mantenere un’attività e molte ditte lavorano anche con l’online. Noi facciamo sempre del nostro meglio, ma sono innegabili le difficoltà e il fatto che alcuni colleghi non le riescano a sostenere, arrivando a chiudere”.
Queste sono storie di famiglie che portano avanti, da generazioni, un servizio alla comunità. Tuttavia, con i tempi che cambiano — e continuano a farlo — il mestiere del commerciante tradizionale diventa una missione a tratti impossibile, specialmente in questo periodo di saldi invernali in cui le riflessioni sono numerose.
“Per questi saldi sto riscontrando una certa contrazione; infatti ho già impostato una serie di sconti importanti. Rimango dell’idea che la ‘corsa’ dei clienti si concentrerà verso gli ultimi giorni”, spiega Francesca Cardinali, titolare dell’omonimo negozio di calzature in via Sant’Antonio.
Un lavoro fatto di carichi importanti, non sempre facili da sostenere in un periodo in cui gli sconti sembra non debbano finire mai. A pesare sono soprattutto gli accordi dei brand — che riforniscono in alcuni casi anche il commercio tradizionale — con le piattaforme online nelle quali i prezzi vengono sempre più ridotti. Per mantenere la competitività, il commerciante si vede costretto a ridurre il suo margine di guadagno, diminuendo il ricarico pur dovendo continuare a pagare la merce a prezzo pieno. A questi aspetti si aggiungono poi i desideri del cliente che, potendo scegliere, cerca naturalmente di spendere meno.
“In questo lavoro mettiamo noi stessi — spiega Cardinali — e il rapporto con il cliente diventa ‘uno a uno’ con il tempo. Ma è evidente che sia sempre più difficile e non nego di essere sfiduciata. Ho sempre amato questo mestiere e la mia famiglia lo porta avanti da generazioni, ma in questo momento risulta davvero difficile pensare di affrontarlo con serenità”.
“Noi paghiamo la merce a prezzo pieno — conclude — ma la stessa si ritrova spesso su internet ulteriormente ribassata perché, magari, un brand ha fatto un accordo con un canale online. È chiaro che questo comporta delle scelte per un commerciante: io sto imparando a limitare i nomi di richiamo e punto molto sull’artigianato, perché garantisce modelli unici e prodotti di altissima qualità. Tuttavia, anche questo settore sta cambiando molto. Non va dimenticato che molte persone non hanno la capacità di spesa del passato e in tanti hanno già speso nel mese di novembre, quando sono stati lanciati ulteriori sconti nelle catene e su internet”.
Condizioni difficili per il commercio tradizionale che cerca di sopravvivere in una città in pieno cambiamento. C’è chi affronta i saldi e lo “svuota tutto”, qualcun altro invece è arrivato alla fine della propria carriera. In via Prione infatti un’attività di intimo ha già chiuso mentre un’altra sta definitivamente per abbassare la saracinesca. Se il ciclo si chiude naturalmente resta sempre una domanda aperta su come verrà riempito un fondo vuoto, in pieno centro e in un luogo di passaggio.