“Sono contentissimo qui allo Spezia. La squadra nei primi giorni mi ha accolto molto bene, siamo una squadra sana, giovane ma con motivazione alta”. Preciso, in campo come nelle parole, Alessandro Romano è una delle note più liete del mercato di gennaio dello Spezia. Diciannove anni, sempre in campo dal momento del suo arrivo, si sta prendendo il centrocampo delle aquile, senza far rimpiangere Salvatore Esposito. “La prima volta al Picco è stato speciale: si vede che i tifosi ci tengono tantissimo a noi e noi ci teniamo ad andare forte in campo, specie in casa, per vincere le partite”, racconta in collegamento con ‘Radio Picco’, la trasmissione di RLV – La radio a colori, in onda dal lunedì al venerdì dalle ore 18.
Diciannove anni, da quando è arrivato le ha giocate tutte.
“Sono arrivato qui per crescere e aiutare la squadra. Nel calcio oggi giochi e la prossima no, sono contento del minutaggio ma non ci penso. Provo a scendere in campo e dare il massimo per i compagni, la società e i tifosi che ci vengono a sostenere”.
Con Comotto formate il centrocampo dei liceali. C’è tanta fiducia in voi?
“Non ci siamo solo noi due a centrocampo, siamo tanti e servono tutti. Ci sono tante partite ravvicinate e servono forze fresche. Sento la fiducia ma come tutta la squadra e questo dimostra che squadra siamo”.
Su cosa la fa lavorare Donadoni maggiormente?
“Da centrocampista devo fare tutte le fasi, sia con il pallone che senza. Mi diverto e voglio migliorare per aiutare la squadra”.
Lo Spezia la corteggiava da quest’estate ma Gasperini non la mollava.
“Mi ha aiutato tanto. Volevo fare il ritiro con la Roma per crescere e fare esperienza con i grandi. Poi è arrivato il momento dello Spezia, posso dire che mi sono sentito pronto fisicamente e tecnicamente e spero si veda in campo”.
In campo passa sempre la sensazione di grande calma quando è in possesso.
“Conosco le mie qualità, so cosa so fare e ho un’autostima. Sento la fiducia dei compagni e quello mi fa stare tranquillo. Con i giocatori forti è più facile giocare e qui ne abbiamo tanti, il segreto è questo”.
Busquets e Xhaka come esempi, allo Spezia chi segue?
“Tutti, sia i centrocampisti per come si muovono e si comportano, ma anche gli altri giocatori. Imparo ogni giorno da tutti. Cassata ci manca tanto purtroppo, guardavo lui ma anche Bandinelli, che è molto esperto. Osservo anche Hristov, che è un capitano e un grande leader”.
Papà allena, il primo messaggio post partita è sempre il suo?
“Ho iniziato a giocare a calcio grazie a lui e mio fratello. Condividiamo ogni momento, i più belli e i meno belli e ci sentiamo sempre dopo la partita, chiacchieriamo di come è andata per guardare come migliorare. Lavoriamo insieme così”.
La vittoria con il Monza è il punto di partenza?
“È un momento delicato e lo sappiamo da settimane. La vittoria ci ha fatto bene, ci ha dato autostima ma ora dobbiamo pensare di gara in gara. Venerdì c’è il Modena e il nostro focus è su quello”.
Qualcosa è cambiato dopo il Cesena?
“Da quando sono arrivato io c’è sempre stato un buono spirito nello spogliatoio. Era una situazione difficile ma tutti erano sul pezzo. Ora pensiamo di settimana in settimana per fare più punti possibili”.
Come mai la scelta Spezia in una situazione così complessa?
“Non c’è una motivazione specifica. Sicuramente mi ha convinto il progetto, ho parlato tanto con la società. Il momento difficile ti fa crescere, come giocatore e squadra. Non ho pensato alla classifica, volevo venire per aiutare la società a fare bene”.
L’accoglienza diceva è stata ottima.
“Siamo una squadra sana, sono tutti bravi e mi hanno aiutato tanto. È una cosa importante per giocare sciolto e a mente libera”.
Vieni dall’Olimpico, il Picco che effetto le ha fatto?
“L’Olimpico è uno stadio storico con tifosi storici. Il Picco mi ha fatto venire i brividi, non sembrano in diecimila allo stadio ma molti di più. Ci danno una spinta enorme e una grande mano”.
Che obiettivi personali ha per queste ultime partite?
“Volevo fare un altro passo nella mia carriera e sono contento di giocare. Penso solo alla squadra, vogliamo vincere e salvarci a fine stagione”.
Un aspetto su cui migliorare ancora?
“Il piede destro e la fase difensiva. Lavoro su ogni cosa con il mister e serve un po’ di tempo per crescere. Le partite aiutano ma anche il livello in allenamento è altissimo”.
Chiamasse l’Italia Under 21 come risponderebbe?
“In questo momento non ci penso, sono concentrato al massimo sullo Spezia. Al momento sono un nazionale svizzero, sono contento lì ma non si sa mai”.
Un messaggio ai tifosi?
“Li ringrazio per l’accoglienza calda al Picco. Fino a fine stagione darò il massimo per questa società, per i compagni di squadra e per loro che ci tengono a noi. Posso solo dire loro che quando scendo in campo do sempre più del 100% per loro”.