Rigassificatore di Panigaglia, nella perizia rischi per il porticciolo del Fezzano e sugli sversamenti di Gnl

Le possibili ripercussioni sulle attività del porticciolo e della marina galleggiante di Fezzano e i rischi legati alla dispersione in mare del gas naturale liquefatto in caso di incidente. Sono questi i due aspetti che il Comitato per l’immediata dismissione del rigassificatore di Panigaglia ritiene più rilevanti per la comunità tra quelli affrontati nelle consulenze tecniche d’ufficio acquisite nell’ambito del procedimento aperto in seguito all’esposto sulla pericolosità dell’impianto Snam. La vicenda è ancora in corso, dopo che nel maggio scorso la pm Elisa Loris ha presentato una richiesta di archiviazione. Le valutazioni tecniche richiamate dal Comitato, che nel dibattimento è rappresentato dall’avvocato Maurizio Sergi, pongono tuttavia l’attenzione su questioni che vanno oltre il profilo strettamente giudiziario e investono le possibili conseguenze economiche, occupazionali e ambientali della presenza del rigassificatore nel Golfo.

Il primo punto riguarda la vicinanza tra la struttura del porticciolo di Fezzano e il pontile di attracco delle navi metaniere. Il molo D della marina galleggiante si trova a circa 300 metri dal punto in cui attraccano le navi che trasportano il gas naturale liquefatto. Tra le ipotesi tecniche prese in considerazione per ridurre il rischio di incidenti figurerebbero interventi incisivi sull’assetto del porticciolo, fino alla possibile eliminazione del pontile D e dell’ormeggio del pontile C.

Per il Comitato, uno scenario di questo tipo solleva interrogativi sulle prospettive delle attività marittime e turistiche di Fezzano. Un eventuale ridimensionamento degli spazi disponibili o una loro parziale dismissione potrebbero infatti ripercuotersi sulla gestione del porto, sul rimessaggio delle imbarcazioni, sulla nautica da diporto e sull’indotto turistico-ricettivo, con possibili conseguenze occupazionali per decine di lavoratori. A questo si aggiunge la questione delle concessioni demaniali marittime rilasciate dall’Autorità portuale per le aree e gli specchi acquei occupati dai pontili galleggianti, che potrebbero richiedere una rivalutazione alla luce delle ipotesi di modifica dell’assetto portuale.

Il secondo aspetto riguarda il comportamento del gas naturale liquefatto in caso di sversamento accidentale in mare. Una metaniera trasporta attualmente circa 70mila metri cubi di Gnl, con navi di futura generazione che potrebbero arrivare a 145mila metri cubi. In caso di collisione, urto contro il pontile o danneggiamento dello scafo, la fuoriuscita del prodotto potrebbe dare origine a una pozza galleggiante e a una nube di gas. A contatto con l’acqua marina, il Gnl, conservato a circa -160 gradi, tende a vaporizzare rapidamente. La nube fredda, inizialmente più pesante dell’aria, potrebbe propagarsi in funzione delle condizioni meteorologiche, mentre la presenza di gas infiammabile può determinare scenari di incendio o esplosione.

È proprio sulle possibilità di contenimento che si concentra una delle preoccupazioni sollevate dal Comitato. Le ordinarie barriere galleggianti, presenti o ipotizzate nel Golfo, non sarebbero infatti progettate per arrestare efficacemente la diffusione di una massa di Gnl sulla superficie marina. La vicinanza delle strutture di Fezzano e del Centro nautico e sommozzatori della Polizia di Stato, anch’esso a circa 300 metri dal pontile di attracco, rende il tema particolarmente rilevante.

Il Comitato richiama quindi l’attenzione sull’adeguatezza delle misure di sicurezza e sulla necessità di valutazioni specifiche per il contesto del Golfo, comprese simulazioni capaci di rappresentare l’evoluzione di un eventuale sversamento nelle condizioni locali. Il nodo è capire se i sistemi di contenimento ipotizzati e gli scenari considerati nella pianificazione dell’emergenza siano sufficienti a fronteggiare un incidente di questa natura. Pur senza entrare nel merito delle valutazioni giudiziarie, sono queste le ricadute concrete che il Comitato considera meritevoli di approfondimento: da un lato il futuro delle attività portuali e dei posti di lavoro a Fezzano, dall’altro la capacità di limitare le conseguenze di un eventuale sversamento di Gnl in un tratto di mare a breve distanza dalla costa.

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