Riforma sanitaria esclusa dal prossimo consiglio provinciale. Centrosinistra: “Peracchini in imbarazzo, preferisce non confrontarsi”

Una mozione presentata dal gruppo di centrosinistra in Provincia della Spezia e protocollata il 20 novembre non è stata inserita nell’ordine del giorno del Consiglio provinciale convocato per martedì 9 dicembre. Una mancata iscrizione che ha immediatamente acceso il dibattito politico. I consiglieri Tinfena, Cattani, Pietrobono e Regoli chiedono se si tratti di un errore amministrativo o della volontà del presidente della Provincia, Pierluigi Peracchini, di evitare il confronto su un tema che sta mettendo in forte difficoltà la maggioranza di centrodestra. L’imbarazzo, secondo l’opposizione, deriverebbe dalla chiusura al dialogo mostrata dal Presidente della Regione Liguria Marco Bucci e dall’assessore alla sanità Angelo Nicolò nei confronti di numerosi Sindaci, non ultimi quelli della Val di Magra, che nelle ultime settimane hanno tentato invano di ottenere chiarimenti sulla riforma sociosanitaria regionale. ‘La decisione di non portare la mozione in aula impedirebbe di fatto un confronto istituzionale su un provvedimento destinato a ridisegnare l’intera organizzazione sanitaria ligure e a incidere in modo diretto sulla rete dei servizi e dei presidi della provincia spezzina. Una reale mancanza di rispetto istituzionale, considerando che il giorno successivo, mercoledì 10 dicembre, è previsto il voto a Genova in Regione.” spiega il Capogruppo del centrosinistra Gianluca Tinfena. Da qui la protesta dei consiglieri firmatari che giudicano l’esclusione dell’atto “un segnale grave e politicamente significativo”.

Il documento chiedeva a Via Vittorio Veneto di esprimersi ufficialmente sul Disegno di Legge Regionale 85/2025 con cui la Regione Liguria intende accorpare le attuali cinque Asl in un’unica azienda territoriale sociosanitaria. Nel testo si denuncia l’assenza di un vero confronto preliminare con territori, conferenze dei sindaci, professionisti sanitari e terzo settore e si sottolinea come la discussione e la votazione del provvedimento in Consiglio regionale siano state calendarizzate in tempi ritenuti eccessivamente rapidi, tali da non consentire ai territori un’analisi approfondita. “Il rischio – evidenziano i consiglieri nella nota del capogruppo Gianluca Tinfena – è un ulteriore indebolimento della sanità locale, in particolare nelle aree interne e nei piccoli Comuni, dove i servizi di prossimità rappresentano spesso l’unico presidio sociale e assistenziale disponibile.” Nella mozione si ricorda come la tutela della salute, pur essendo competenza regionale, richieda una collaborazione stretta tra Regione, Province, Comuni e operatori del settore, e come la provincia spezzina presenti caratteristiche territoriali e demografiche che rendono indispensabile garantire un livello elevato di autonomia gestionale. Secondo i consiglieri Tinfena, Cattani, Pietrobono e Regoli, la domanda politica resta aperta: perché la mozione non è stata calendarizzata?” Per l’opposizione, il clima è chiaro: “Di fronte a una riforma che divide i sindaci e preoccupa profondamente il territorio, la maggioranza provinciale preferisce togliersi dall’imbarazzo. Dopo questo nostro appello ci auguriamo che in occasione del Consiglio provinciale da parte di Peracchini possa esserci un ripensamento per rispetto politico e senso di responsabilità condiviso”.

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