Rete spezzina pace e disarmo: “Cosa possiamo fare per un futuro libero dalle armi nucleari”

La Rete Spezzina Pace e Disarmo torna in piazza Mentana lunedì 7 settembre, dalle ore 18, per il 196° presidio della mobilitazione “Se vogliamo la Pace prepariamo la Pace”. Un appuntamento focalizzato sui rischi del riarmo atomico e sulle azioni concrete a disposizione di istituzioni e cittadini per contrastarne la crescita. La proposta del prossimo presidio approfondire la riflessione “Per un futuro libero da armi nucleari che cosa possiamo fare”.

La mobilitazione prende le mosse dai recenti report diffusi da Ican e Sipri, che evidenziano una crescita costante degli arsenali e della spesa nucleare globale a scapito degli investimenti per il clima, la cooperazione e lo stato sociale. “La corsa agli armamenti nucleari non rende nessuno più sicuro ma al contrario aumenta il rischio di una catastrofe per errore di calcolo, incidente tecnico o escalation dei conflitti”, evidenziano gli organizzatori.

Attraverso la campagna nazionale “Italia ripensaci”, il movimento rinnova la richiesta all’Italia di ratificare il Trattato Onu sulla Proibizione delle Armi Nucleari (Tpnw) — in vigore dal 2021 e già sottoscritto da 94 Stati — e sollecita il governo ad aprire un dibattito parlamentare pubblico “sulla presenza di armi nucleari sul territorio nazionale e sui costi della partecipazione italiana al ‘nuclear sharing’ della Nato”, oltre a promuovere una politica attiva di de-escalation nei contesti internazionali.

Accanto all’azione politica, la rete indica il boicottaggio finanziario come strumento di pressione quotidiano: “Noi cittadini possiamo agire boicottando le banche, i fondi pensione e le aziende che finanziano il nucleare: senza la loro copertura non si potrebbe procedere nel riarmo”. Nel mirino finiscono in particolare gli istituti di credito italiani coinvolti nel settore: “I risparmiatori hanno il diritto di sapere dove finiscono i loro soldi e di pretendere che le banche non li utilizzino per finanziare le armi più distruttive del pianeta”.

Nel corso del presidio verrà infine rilanciata la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Un’altra difesa è possibile”, che mira a destinare risorse a strumenti civili e nonviolenti di risoluzione dei conflitti. Per raggiungere la quota richiesta di 50mila sottoscrizioni entro il 15 settembre è possibile firmare anche online sul portale www.difesacivilenonviolenta.org.

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