Rete spezzina Pace e Disarmo: “4 novembre: non festa ma lutto. Basta propaganda militare nelle scuole”

Anche quest’anno in occasione del 4 novembre, festa delle Forze armate, istituzioni e apparati militari si preparano a celebrare la ricorrenza della “vittoria” nella Prima Guerra Mondiale.
La Rete spezzina Pace e Disarmo intende innanzitutto ribadire che “la Prima Guerra Mondiale fu una “inutile strage” (Papa Benedetto XV) il cui bilancio finale per l’Italia fu di oltre 650mila soldati uccisi e più di un milione feriti, dei quali molti con gravi mutilazioni. A questi si aggiunsero più di 600mila vittime civili a causa di bombardamenti e occupazioni militari, carestie ed epidemie”.

“La maggior parte delle vittime – ricordano i pacifisti spezzini – erano contadini e analfabeti esclusi dal diritto di voto e obbligati a farsi ammazzare o a uccidere nemici che non conoscevano, da un governo che li considerava solo carne da cannone. La guerra non risolse i problemi dell’Italia, anzi ne creò di nuovi e favorì l’avvento del fascismo. Anche l’Europa di allora si trovò davanti a conseguenze terribili, crisi economiche e sociali, che portarono all’affermarsi del nazismo, militarista e razzista. Tutto poi precipitò nel disastro della Seconda Guerra Mondiale”.

Quindi la Rete spezzina Pace e Disarmo esprime il suo disappunto per le celebrazioni e per il significato che hanno assunto negli ultimi anni. “Attorno alla data del 4 novembre, ripristinata anche come “Giornata dell’Unità Nazionale” per intensificarne la portata, spesso non c’è solo una distorta celebrazione storica ma anche il tentativo della propaganda militare che si riversa nelle scuole e in molte celebrazioni istituzionali, per fortuna con le debite eccezioni. Una propaganda tanto più insopportabile nel periodo che stiamo attraversando, che vede guerre sanguinose in varie parti del mondo, e due alle porte d’Europa, in Ucraina e Palestina, molte delle quali con un coinvolgimento diretto della produzione bellica italiana. Una propaganda che si intensifica anche per nascondere i conflitti interni fatti di impoverimento generale, aumento delle spese militari, controllo militare nelle città imposte con zone rosse e decreti sicurezza, repressione del dissenso”.

E ancora, sul tema della formazione delle nuove generazioni: “In una scuola dove spesso si subiscono ispezioni e sanzioni se gli insegnanti parlano del genocidio in Palestina, dove l’ingresso di formatori nonviolenti è spesso censurato, o subordinato alla presenza di un cosiddetto “contraddittorio”, hanno libero accesso, e senza contraddittorio, i militari per convincere ragazzi e ragazze che l’unico modo di “risolvere le controversie internazionali” e “difendere la patria” è arruolarsi.
Eppure la Costituzione ripudia la guerra e prevede – come da ripetute sentenze della Corte Costituzionale – anche la difesa non armata e nonviolenta del Paese e delle sue istituzioni.
E’ a questo che avrebbero bisogno di essere formati studenti e studentesse: all’obiezione di coscienza, alle tecniche di difesa nonviolenta, all’efficacia della resistenza civile, ai metodi di de-escalation dei conflitti, agli esempi di “pace con mezzi pacifici”. Insomma serve un cambio di paradigma culturale: dalla preparazione della guerra alla preparazione della pace. Per il superamento di ogni forma di violenza, interpersonale e internazionale“.

“Sosteniamo la proposta del Movimento Nonviolento di trasformare la giornata del 4 novembre in un’importante occasione di riflessione e opposizione a tutti gli eserciti, contro tutte le politiche di riarmo, a sostegno degli obiettori di coscienza e dei disertori di tutte le guerre: “4 Novembre, non festa ma lutto” . Sosteniamo e promuoviamo la Campagna di Obiezione alla guerra, per dire no alla chiamata alle armi, alla mobilitazione militare, all’ipotesi di ritorno della leva obbligatoria. Ci dichiariamo da subito obiettori di coscienza – concludono dalla Rete spezzina Pace e Disarmo – invitando tutti a sottoscrivere la Dichiarazione di obiezione di coscienza per respingere il disegno di chi vuole obbligare i nostri giovani a prendere il fucile e vestire la divisa”.

Rete spezzina Pace e Disarmo, infine, dà appuntamento martedì 3 novembre (dalle 17.30 alle 19.30) alla Mediateca “Sergio Fregoso” (Ex Cinema Odeon) di via Firenze, 37 alla Spezia per il Convegno “Dalla deterrenza al disarmo nucleare. 150 Comuni italiani per il Trattato di Proibizione delle armi nucleari: e La Spezia?”.

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