È stata rinviata a lunedì 20 luglio l’udienza preliminare davanti al Tribunale della Spezia sul procedimento che vede imputati l’ex sindaco di Porto Venere Matteo Cozzani, difeso dall’avvocato Massimo Ceresa Castaldo, e altre dieci persone, tra cui i fratelli Paletti, titolari del Grand Hotel di Porto Venere e difesi dall’avvocato Andrea Corradino, accusati a vario titolo di falso, corruzione e turbativa d’asta. Il rinvio si è reso necessario dopo che la dottoressa Tiziana Lottini, che aveva effettuato l’appello in aula, è risultata incompatibile: durante la fase delle indagini aveva infatti firmato un provvedimento nei confronti di uno degli imputati.
Nessuno degli imputati era presente in aula: all’appello hanno risposto i rispettivi avvocati difensori. Lo stesso è avvenuto per le sette società coinvolte nel procedimento, tra cui il Comitato delle borgate, rappresentate dai propri legali.
Tra le persone offese figurano la sezione spezzina di Legambiente, difesa dall’avvocato Valentina Antonini, e l’associazione Posidonia, assistita dagli avvocati Massimo Lombardi e Filippo Vergassola. Ha inoltre chiesto di essere ammessa come parte civile anche l’associazione Palmaria Aps, rappresentata dall’avvocato Martina Giannetti. Per le prime due associazioni ambientaliste si tratta del passaggio successivo rispetto al riconoscimento come persone offese già avvenuto nella fase precedente del procedimento, pertanto l’iscrizione tra le parti civili è praticamente automatica.
Anche Legambiente ha annunciato la richiesta di costituzione di parte civile. “Lega Ambiente Nazionale chiederà di costituirsi nel procedimento in corso, il presidente nazionale Stefano Ciaffani ha firmato la richiesta”, ha spiegato Stefano Sarti, presidente di Legambiente La Spezia. “Eravamo già indicati nel procedimento del pubblico ministero come parte offesa, una fase precedente rispetto alla parte civile. Questo ci ha permesso di accedere alla documentazione degli atti del processo e di approfondire ancora di più i rilievi che sono stati fatti agli imputati”, ha concluso.
Sarti ha comunque ribadito la posizione garantista dell’associazione: “Da parte nostra c’è la presunzione di innocenza, Legambiente è un’associazione garantista e in Italia ci sono tre gradi di giudizio. Però ci sono imputazioni molto gravi e gli imputati dovranno rispondere rispetto a quello che i pubblici ministeri hanno indicato nelle loro relazioni”.
“Abbiamo deciso di costituirci anche parte civile perché ci è sembrato uno sbocco naturale, anche per tutto l’impegno che abbiamo messo in questi anni”, ha spiegato Gabriella Reboa dell’associazione Posidonia. “Essere stati riconosciuti come parte offesa ci ha portato a questa scelta. Ora vedremo cosa succederà”.
La richiesta di costituzione come parte civile è arrivata anche da Palmaria Aps. “Crediamo che tutte le persone che si sono occupate in questi anni della Palmaria e della salvaguardia dell’isola siano parti offese rispetto a questo processo”, ha detto Giorgia Lombardi. “Ci affidiamo ai giudici e crediamo nella giustizia”. L’associazione ha poi sollevato anche il tema della mancata costituzione del Comune di Porto Venere: “Siamo convinte che anche il Comune avrebbe dovuto assolutamente costituirsi parte civile, come aveva peraltro promesso la sindaca durante un consiglio comunale. Ci stupiamo del fatto che non si sia costituito, ma crediamo che i portoveneresi siano con noi e con la richiesta di costituzione di parte civile per il Comune, proprio per un bene pubblico”.
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