Più di duemila bambole sequestrate in porto: non rispettavano gli standard di sicurezza

Più di 2.500 bambole non conformi agli standard si sicurezza sequestrate in porto alla Spezia. A portare a termine l’operazione i funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
I giocattoli erano stati prodotti in Cina ed erano destinati ad un’azienda del Modenese che ne avrebbe curato la successiva distribuzione sul territorio nazionale. I controlli eseguiti dai funzionari in fase di verifica hanno fatto emergere dubbi sulla conformità dei prodotti, rendendo necessari ulteriori approfondimenti tramite l’invio di campioni ai laboratori chimici ADM per le successive verifiche tecniche.

Gli esami condotti dal Laboratorio Chimico Adm di Livorno hanno confermato carenze significative nella resistenza meccanica dei componenti, in particolare nella trazione delle parti soggette a manipolazione durante il gioco. Tali difetti costituiscono una violazione delle normative europee che impongono stringenti standard di sicurezza per prevenire rischi di soffocamento o lesioni. Nei laboratori dell’Agenzia, infatti, i giocattoli vengono testati anche simulando le sollecitazioni prevedibili in fase di utilizzo, verificando che gli stessi rispettino gli standard previsti dalla norma UNI EN 71-1:2018.

Alla luce dei controlli eseguiti, l’intero quantitativo di giocattoli risultato non conforme è stato sottoposto a sequestro da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, provvedimento successivamente convalidato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale della Spezia. Il fabbricante o l’importatore che immette sul mercato prodotti non sicuri è punito con l’arresto fino ad un anno e l’ammenda da 10.000 a 50.000 euro.

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