Ospedale invaso dai piccioni, arrivano le gabbie-trappola: “Rischio salmonella e zecche”

Gabbie-trappola all’ospedale San Bartolomeo di Sarzana per contenere l’invasione di piccioni. Via libera dall’Ispra ad affrontare un problema che si è fatto piuttosto preoccupante per l’ex Asl 5, tanto che a fine luglio al Comune di Sarzana è arrivata comunicazione dell’azienda sanitaria per denunciare “i connessi rischi igienico sanitari dovuti alla penetrazione degli esemplari, portatori di agenti patogeni quali Salmonella, Chlamydia psittaci, nonché ectoparassiti quali zecche e altri antropodi, all’interno dell’edificio ospedaliero, anche in ambienti destinati alla tutela dei pazienti”, si legge in una ordinanza di Palazzo Roderio.

Scarso effetto hanno avuto l’intensificazione degli interventi di pulizia e sanificazione, così come il monitoraggio della colonia. Ispra, tra le proprie prescrizioni, ha chiesto di avviare un censimento della popolazione di volatili, la cui presenza è motivo di preoccupazione anche nell’area del centro storico e adiacenze, secondo metodi scientifici riconosciuti. Ha inoltre suggerito di emanare il divieto di somministrazione di alimenti in luoghi pubblici e consigliato di chiudere nicchie sulle facciate e cavità nei sottotetto per evitare che diventino nuovi nidi. Anche negli edifici privati.




Presenza di piccioni all'ospedale San Bartolomeo (2022)


 

Contemporaneamente ai monitoraggi, l’azienda sanitaria è autorizzata da subito a installare le gabbie-trappola per affrontare l’emergenza. Una volta entrato attirato dal cibo, il piccione rimane intrappolato con acqua e cibo a disposizione per massimo 24 ore, finché non viene avviato alla soppressione. “Il meccanismo di cattura è costituito da uno o più portellini basculanti (o altra tipologia) che, seppur attivati, restano sollevati dal fondo della gabbia […] in modo da permettere l’immediata fuga di specie di dimensioni inferiori ai piccioni eventualmente catturate, come passeri, fringillidi..”, prescrive l’Ispra. “Dovranno inoltre essere garantite le condizioni di benessere animale attraverso il controllo delle gabbie almeno quotidiano affinché non si verifichino episodi di mortalità all’interno delle stesse, nonché l’immediata liberazione di individui appartenenti a specie diversa dal colombo di città accidentalmente catturati”.

L’intervento presso il San Bartolomeo è straordinario e viene attuato “considerato che all’interno di una struttura ospedaliera debba essere assicurato il massimo livello di sanità ed igienicità dei locali”.  Per questo Ispra “ritiene che non debba essere garantita la conservazione di una soglia minima di densità, ma piuttosto debbano essere attuati nel sito interventi finalizzati all’eradicazione del popolamento di piccione di città”.

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