Il concordato preventivo presentato dal gruppo che include l’azienda Sacaim riaccende il dibattito sul futuro del nuovo ospedale del Felettino. In mattinata il segretario regionale del Partito comunista italiano Matteo Bellegoni ha commentato le notizie relative ai tentativi di salvataggio del gruppo Rizzani de Eccher parlando di “ennesimo fallimento” nella gestione del cantiere per il nuovo ospedale, ipotizzando ritardi di almeno sei mesi e accusando le amministrazioni regionale e comunale di superficialità nella scelta delle imprese coinvolte.
Accuse respinte dall’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone, che assicura come l’iter dei lavori proceda regolarmente e senza conseguenze per l’opera.
“Qualcuno oggi si accorge della situazione che Regione ha affrontato e già risolto con il rientro in cantiere della concessionaria Guerrato, subentrata a Sacaim con la partecipata Felettino Hospital Service”, afferma Giampedrone.
“La situazione della Rizzani de Eccher è legata ad altre vicende che nulla hanno a che fare con l’ospedale della Spezia. L’impegno di Regione Liguria verrà mantenuto e il Felettino sarà costruito”.
Secondo l’assessore, il ritorno della concessionaria Guerrato ha consentito di garantire continuità operativa nel cantiere, sia per quanto riguarda le forniture sia per il pagamento dei subappaltatori, oltre a prendere in carico le opere edili ancora da realizzare.
“Non ci siamo mai fermati per evitare qualsiasi rallentamento dei lavori, che infatti sono perfettamente in linea con i tempi previsti”, aggiunge.
Il segretario del Pci Bellegoni, nel suo intervento, aveva invece sostenuto che la crisi del gruppo Rizzani de Eccher avrebbe inevitabilmente travolto anche Sacaim, impresa direttamente coinvolta nel cantiere spezzino, con conseguenze sul cronoprogramma dell’opera. Per Bellegoni inoltre i ritardi accumulati negli anni rappresenterebbero la prova di un “totale fallimento politico e amministrativo” nella gestione di una infrastruttura strategica per il territorio.
Una lettura respinta con decisione dalla Regione. “Anziché parlare a sproposito, noi abbiamo il compito di lavorare e realizzare quest’opera fondamentale per tutta la Liguria”, replica Giampedrone, accusando chi solleva polemiche di cercare soltanto visibilità politica.
Intanto dal punto di vista operativo il cantiere procede. Alla fine di febbraio risultano presenti una gru a rotazione bassa e tre gru a rotazione alta. Sul piano interrato S1 sono stati gettati undici pilastri e completati diversi nuclei ascensore, mentre al piano terra sono stati armati e gettati quattordici pilastri e il nucleo ascensore numero 15. Proseguono inoltre le lavorazioni sui vani scala e sui setti strutturali, mentre per il solaio del piano terra risultano già gettate le strutture delle stecche 1, 3 e 4 e del collegamento tra le stecche 3 e 4, con altre porzioni attualmente in fase di armatura.