Mozione dell’opposizione su Basi Blu: “Un tavolo con la Marina Militare per rilancio dell’arsenale, bonifiche e dismissione delle aree non utilizzate”

Le forze di opposizione porteranno una mozione unitaria sul progetto Basi Blu al prossimo consiglio comunale straordinario sul tema che si terrà lunedì 9 febbraio per chiedere all’amministrazione di non subire passivamente l’ampliamento della base navale e aprire un tavolo con la Marina Militare per parlare di dismissioni delle aree militari sottoutilizzate. Il documento è firmato dagli esponenti di Partiti Democratico, LeAli a Spezia/AVS, Spezia Bene Comune/Rifondazione Comunista, Avantinsieme/+Europa e gruppo misto. Le opposizioni chiedono “un confronto pubblico, trasparente e istituzionale sul futuro della base navale e sulle ricadute economiche, ambientali, sociali e urbanistiche per la città”.

Il progetto Basi Blu punta ad ammodernare la vecchia base navale spezzina con un investimento che potrebbe arrivare a 800 milioni di euro. Si tratta della zona di stazionamento delle navi della Marina Militare che si sviluppa attorno alla Darsena Duca degli Abruzzi, mentre attorno alla darsena interna si sviluppa l’arsenale marittimo, ovvero l’impianto industriale per la manutenzione delle unità stesse che, negli annunci del governo Meloni, dovrebbe essere in futuro a sua volta oggetto di un piano di rilancio con apertura ai privati della Difesa.

Nel documento presentato dalle opposizioni si richiama il rapporto storico tra La Spezia e la Marina Militare, “un legame che ha segnato identità, sviluppo produttivo e occupazione del territorio ma che, negli ultimi decenni, si è progressivamente indebolito a causa del ridimensionamento delle attività dell’arsenale, della riduzione del personale civile e militare e del mancato rilancio industriale, a partire dal fallimento del Piano Brin. Contestualmente, ampie porzioni di aree militari risultano oggi sottoutilizzate o dismesse, senza che sia mai stato avviato un percorso strutturato di riconversione o restituzione alla città”.

Arsenale militare, molo Varicella a Marola (ph Marina Militare)

 

Il progetto prevede la manutenzione straordinaria del vecchio Molo Lagora e la realizzazione dei nuovi moli Lagora 1 e Lagora 2, insieme al dragaggio della Darsena Duca degli Abruzzi fino a 12 metri di profondità. Sono previste inoltre vasche di colmata per il conferimento dei sedimenti dragati — tra cui una da 160.000 metri cubi presso il Molo Lagora 1 e un’ulteriore vasca da 215.000 metri cubi nell’area ex Campo in Ferro — oltre alla costruzione dei nuovi pontili Scali 1 e 2 e alla ristrutturazione della relativa banchina. Il piano comprende poi la manutenzione straordinaria del Molo Balilla, gli interventi sulle bocche di porto napoleoniche, la realizzazione di una nuova torre di controllo e la costruzione del pontile Varicella 3, insieme all’adeguamento del Molo Varicella 1 e alla ristrutturazione della banchina Carbone. È prevista anche la realizzazione di una nuova darsena in area Varicella, del pontile denominato Braccio Occidentale e la rifioritura della diga foranea esistente.

A completamento del programma figurano un parcheggio con copertura fotovoltaica, nuove aree verdi e l’intero sistema di impiantistica tecnologica a servizio delle infrastrutture — dagli impianti elettrici e meccanici alle reti idriche, fognarie e antincendio. “Un intervento di scala eccezionale che determinerà un impatto profondissimo e duraturo sull’assetto del Golfo e sull’equilibrio urbano della città, con una cantierizzazione prevista di lunghissimo periodo e ricadute logistiche e ambientali pesantissime, concentrate in particolare sul ponente cittadino”.

I timori delle opposizioni si concentrano in particolare sul futuro dei quartieri del ponente cittadino, del borgo di Marola e dell’area occidentale. “Saranno i più esposti agli effetti dei cantieri, ai depositi dei fanghi di dragaggio e all’intensificazione delle attività militari, in un contesto ambientale già fragile e segnato dalla presenza del sito di interesse regionale di Pitelli. Un progetto impostato in questi termini rischia di compromettere in modo irreversibile ogni prospettiva di recupero urbano e costiero dei borghi del ponente, chiudendo definitivamente alla possibilità di restituzione di spazi alla fruizione pubblica, incidendo sull’accesso al mare, sulla vita della borgata di Marola e sulle prospettive di sviluppo sociale, turistico e urbano di quell’area”.

Consiglio comunale della Spezia

La mozione impegna sindaco e giunta “ad assumere una posizione chiara, pubblica e netta su un progetto di portata strategica per il futuro della città, facendosi parte attiva nella difesa degli interessi del territorio rispetto a scelte calate dall’alto. Viene inoltre chiesta l’istituzione di una commissione consiliare temporanea sul futuro della base navale e sul progetto Basi Blu, come sede stabile di confronto tra istituzioni, Marina Militare, parti sociali e comunità locali, e la promozione di un Contratto istituzionale di sviluppo, sul modello Taranto, finalizzato al rilancio industriale dell’arsenale, alla definizione di un piano strategico nazionale degli arsenali e alla restituzione alla città di aree militari dismesse, accompagnata da programmi di bonifica ambientale”.

La firma in calce è di Roberto Centi (LeAli a Spezia/AVS), Martina Giannetti (Partito Democratico), Gabriella Crovara (Gruppo misto di minoranza), Massimo Lombardi (Spezia Bene Comune/Rifondazione comunista), Franco Vaira (Avantinsieme/Piu’ Europa), Patrizia Flandoli (LeAli a Spezia/AVS), Giorgia Lombardi (LeAli a Spezia/AVS), Viviana Cattani (Partito Democratico), Dino Falugiani (Partito Democratico), Andrea Frau (Partito Democratico), Andrea Montefiori (Partito Democratico), Marco Raffaelli (Partito Democratico) e Piera Sommovigo (Partito Democratico).

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