Il Consiglio comunale della Spezia ha approvato a larga maggioranza una mozione congiunta che mira a cambiare il contesto sociale nel quale è maturato il drammatico omicidio di Abanoub Youssef, all’interno dell’istituto Chiodo, da parte di un compagno di scuola. Un fatto che ha scosso profondamente il tessuto cittadino, sollevando interrogativi che superano il singolo episodio di cronaca per toccare il tema del disagio giovanile e della propensione all’uso della violenza. Il documento, presentato e votato durante la prima seduta utile dopo la tragedia, punta a trasformare lo sgomento in un’azione amministrativa e sociale coordinata tra le diverse forze politiche.
Diversa rispetto a quella di tutti gli altri consiglieri, la posizione di Fabio Cenerini, membro del gruppo misto di maggioranza, il quale ha sottolineato come il problema non possa essere affrontato soltanto attraverso i buoni propositi. Secondo Cenerini, è necessario riconoscere l’esistenza di specifici gruppi e categorie di giovani che scelgono abitualmente di circolare armati di lame. Il consigliere ha inoltre evidenziato come segnali di aggressività preoccupante stiano emergendo in fasce d’età sempre più precoci, arrivando a interessare anche le scuole elementari.
La mozione approvata impegna il sindaco e la giunta a istituire con urgenza un tavolo straordinario denominato “Scuola sicura”, in collaborazione con la Prefettura, la Questura e le forze dell’ordine. L’obiettivo primario è il rafforzamento del monitoraggio nelle aree circostanti i plessi scolastici durante gli orari sensibili, individuando i contesti a rischio per predisporre interventi di prevenzione tempestivi. Parallelamente si intende promuovere un patto educativo che coinvolga dirigenti scolastici, famiglie, Asl e servizi sociali per intercettare i segnali di disagio e strutturare procedure chiare per la gestione delle criticità.
Il piano d’azione prevede investimenti per aumentare la presenza negli istituti di figure professionali specializzate, come psicologi, educatori e mediatori culturali. Questi esperti dovranno gestire spazi di ascolto dedicati e programmi specifici sulla gestione della rabbia e della frustrazione. L’attività formativa si estenderà ai temi del bullismo, del cyberbullismo, della violenza di genere e dei reati legati all’utilizzo improprio del digitale, con un’attenzione particolare all’integrazione culturale e alla risoluzione non violenta dei conflitti.
L’amministrazione comunale si impegna inoltre a valutare misure specifiche per contrastare il possesso di strumenti offensivi tra i giovani, ribadendo attraverso campagne informative e iniziative coordinate che nessuna arma può far parte della vita quotidiana dei ragazzi. Il testo approvato conclude definendo La Spezia come una città che rifiuta ogni forma di violenza e degrado, scegliendo la strada della responsabilità attraverso un equilibrio tra ascolto, prevenzione e fermezza nel rispetto della legalità.