Movimento “Palmaria sì, Masteplan no”: “Chiederemo la costituzione di parte civile. Anche il Comune di Porto Venere faccia la sua parte”

L’assemblea del “Movimento Palmaria sì Masterplan no” ha deciso all’unanimità di avviare il percorso per la costituzione di parte civile nel procedimento penale relativo alle vicende che hanno coinvolto la Palmaria. Lo annuncia in una nota e definisce la scelta “politica prima ancora che giuridica”.
“Da anni sosteniamo che la Palmaria non sia una merce – sottolineano dal Movimento – e che il suo futuro non possa essere deciso nelle stanze del potere, sulla base di interessi privati o di rapporti privilegiati tra politica e affari. Mentre ci veniva detto che vedevamo problemi dove non c’erano, continuavamo a studiare gli atti e a porre domande. Oggi sappiamo che quelle domande erano tutt’altro che infondate”.

Per questa ragione il Movimento ritiene “doveroso essere presenti anche nel procedimento penale, affinché trovino rappresentanza gli interessi del territorio, dell’ambiente e della collettività che in questi anni si è mobilitata per difendere la Palmaria”.
Gli attivisti nella giornata di ieri hanno partecipato alla manifestazione pubblica che ha chiesto al Comune di Porto Venere di costituirsi parte civile. “Una mobilitazione partecipata e significativa che dimostra come una parte importante della comunità ritenga necessario che le istituzioni locali siano presenti nel processo” aggiungono.

“A nostro avviso il Comune di Porto Venere non può restare spettatore – spiegano dal Movimento Palmaria sì Masterpla no – . Ha il dovere politico e istituzionale di difendere il proprio territorio e di chiedere che venga fatta piena luce su una vicenda che ha segnato profondamente il rapporto tra cittadini e istituzioni. La costituzione di parte civile del movimento e quella auspicata del Comune di Porto Venere non riguardano il passato. Riguardano il futuro della Palmaria e un principio semplice ma fondamentale: i beni comuni non appartengono a chi governa temporaneamente un territorio, ma alle comunità che lo abitano e alle generazioni che verranno”.

“Per questo – concludono – continueremo a fare ciò che facciamo da anni: difendere la Palmaria, chiedere trasparenza e pretendere che l’interesse pubblico venga prima degli interessi privati”.

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