Movida, Arci critica il Comune: “Steward non bastano, serve attenzione ai giovani. Città svuotata d’identità, per loro servono spazi culturali e sociali”

“Non c’è nulla di nuovo nella repressione e nella esaltazione degli steward come soluzione al problema della cosiddetta malamovida. È del tutto evidente che questa amministrazione continua a non voler affrontare il tema vero che è quello della socialità sana dei giovani, delle opportunità culturali, sociali, di vita dei giovani spezzini”. Così Arci la Spezia entra nel dibattito scaturito in questi giorni dopo che il Comune della Spezia ha deciso di avviare il progetto sperimentale, che perdurerà per tutto il mese di dicembre, al fine di rafforzare la tutela della sicurezza e del decoro delle aree interessate dalla movida cittadina: “Una città che perde giorno dopo giorno la propria identità, da un lato vetrina per turisti, solo locali legati al cibo e case vacanze e dall’altro una città militarizzata – continua la nota di Arci la Spezia -. Nessuna vocazione culturale, nessuno spazio di socialità vera per i giovani, salvo i circoli giovanili dell’Arci e poco altro. In questo contesto, la soluzione è peggio del male. Si colpiscono i giovani come se fossero la causa dei problemi della città, si finge di non vedere il disagio di adolescenti e giovani adulti in un mondo di guerre e di forti diseguaglianze sociali, di precarietà, si omette, ed è la cosa più grave, di occuparsi davvero della città”.

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