Medusei chiede l’intervento della Regione: “Al 2 Giugno due classi con un tasso di bambini stranieri lontano dai limiti ministeriali”

Una interrogazione depositata il 14 settembre scorso dal consigliere regionale di Futuro nazionale, ha acceso i fari sulla composizione di due classi prime della scuola primaria del complesso “2 Giugno” dell’Isa. Al centro della richiesta ci sono i criteri di formazione delle classi e, in particolare, la presenza di alunni con cittadinanza non italiana. Un tema che, nel frattempo, ha assunto caratura nazionale, con l’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di voler rendere obbligatorio il tetto del 30 per cento di studenti stranieri per ogni classe e con le parole odierne del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “La scuola è integrazione. No a ghetti e barriere, l’istruzione è aperta a tutti”.

Nel documento presentato alla segreteria del consiglio regionale ligure Medusei, che oggi sottolinea che “il dato politico è che la Meloni insegue Futuro nazionale”, richiama proprio la normativa nazionale in materia di formazione delle classi e di distribuzione degli alunni con cittadinanza non italiana, a partire dal Dpr 81 del 20 marzo 2009 e dalla nota ministeriale del 2010, che prevede “di norma” che il numero degli alunni con cittadinanza non italiana non superi il 30 per cento del totale degli iscritti per classe, fatta salva la possibilità di deroghe nei casi previsti dalla normativa.
Il principio, sottolinea il consigliere, è stato successivamente richiamato anche nelle disposizioni ministeriali in materia di iscrizioni.

Secondo le informazioni raccolte da Medusei, nelle due classi prime della scuola primaria del complesso “2 Giugno” risulterebbero presenti, in ciascuna classe, 20 alunni con cittadinanza non italiana su 23 alunni complessivi. Se il dato fosse confermato, si tratterebbe di una presenza pari a circa l’87 per cento degli alunni, una percentuale ben distante dal limite ordinario del 30 per cento. Da qui la richiesta di un chiarimento preciso sulle modalità con cui si è arrivati a una composizione di questo tipo.

Nell’interrogazione Medusei chiede inoltre di verificare se le deroghe previste dalla normativa siano state effettivamente utilizzate e se il loro ricorso sia avvenuto nel rispetto delle condizioni previste. “Non basta stabilire un limite con una circolare se poi, attraverso il ricorso alle deroghe, quel limite rischia di diventare di fatto privo di efficacia e di essere rimesso alla discrezionalità delle singole istituzioni scolastiche”, si legge nell’atto, nel quale viene evidenziata la necessità di verificare che le deroghe non siano diventate, nella pratica, uno strumento per eludere il principio della distribuzione equilibrata degli alunni.

Il consigliere regionale interroga quindi la Giunta e l’assessore competente per sapere se risponda al vero che nelle due classi prime della scuola primaria del complesso “2 Giugno” la situazione sia quella descritta e se la Regione intenda chiedere all’Ufficio scolastico regionale per la Liguria di verificare come sia stato possibile arrivare a una composizione di questo tipo.

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