Marola, Cimino replica al Pd: “Il Comune non è un passacarte, continuiamo a difendere le richieste dei cittadini”

“Ancora una volta assistiamo a dichiarazioni che dimostrano una scarsa conoscenza delle procedure amministrative e, soprattutto, delle competenze che regolano i rapporti tra il Comune, la Marina militare e il ministero della Difesa”. Esordisce così l’assessore ai Rapporti con le forze armate, Pietro Antonio Cimino, nella replica al segretario provinciale del Partito democratico, Marzo Baruzzo, che ieri era intervenuto a commento delle vicende legate a Marola e alla possibilità di accedere al mare dei suoi abitanti, messa a repentaglio dalla barriera antintrusione installata nei mesi scorsi dalla Marina militare.

“Innanzitutto è bene ricordare che il Comune della Spezia non svolge alcun ruolo di “passacarte” nei confronti della Marina militare, come qualcuno vorrebbe far credere. Al contrario, il Comune è il titolare della concessione e proprio per questo continua quotidianamente a mantenere un’interlocuzione costante con il Comando interregionale marittimo Nord per rappresentare e sostenere le richieste della Borgata di Marola e dei titolari degli ormeggi del Porticciolo San Vito. Se oggi esiste ancora un confronto aperto sulle modalità di accesso e transito nella Baia Duca degli Abruzzi – sostiene Cimino – è proprio grazie al lavoro svolto da questa amministrazione, che non ha mai smesso di farsi portavoce delle esigenze dei marolini, pur nella consapevolezza che vi sono aspetti legati alla sicurezza della base navale che non rientrano nelle competenze del Comune”.

“Sorprende, invece, l’approssimazione con cui qualcuno affronta temi tanto delicati. La sua ignoranza in materia è talmente vasta da ritenere che sulle misure di sicurezza di una delle principali basi navali italiane e della Nato si possa semplicemente istituire un tavolo tecnico con il ministero della Difesa, come se tali decisioni dipendessero da una semplice volontà politica locale. Vale la pena ricordare che fu proprio il sindaco Pierluigi Peracchini a richiedere formalmente all’allora ministro della Difesa Lorenzo Guerini l’apertura di un tavolo tecnico sulle aree militari e sul loro rapporto con la città. Una richiesta rimasta senza risposta da parte di quel Governo e di quel ministero che oggi qualcuno sembra aver dimenticato. Lascia inoltre ancora più sbigottiti l’affermazione rivolta al sindaco Peracchini secondo cui “oggi tocca ai marolini fare un passo indietro. Domani a chi toccherà?”. A pronunciarla è infatti il segretario di quel Partito democratico che il passo indietro sul rapporto tra la città e il mare lo ha fatto fare non soltanto ai marolini, ma anche agli abitanti di Fossamastra e del Canaletto, privati nel corso degli anni dalle amministrazioni di centrosinistra di ogni reale sbocco al mare in cambio di piazzali e container sotto casa. Una trasformazione che ha profondamente modificato il rapporto storico di interi quartieri con il proprio litorale e che oggi qualcuno sembra voler rimuovere dalla memoria collettiva. Noi continuiamo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: rappresentare gli interessi della collettività, dei marolini e della città della Spezia nelle sedi istituzionali competenti, ricercando soluzioni concrete e percorribili, nel rispetto delle esigenze dei cittadini ma anche delle normative e delle responsabilità che riguardano la sicurezza nazionale. Altri, invece, continuano a utilizzare ogni vicenda come occasione per una sterile propaganda elettorale, spesso senza conoscere nemmeno le competenze, le procedure e la storia delle questioni di cui parlano”, conclude Cimino.

Domani pomeriggio alle 18.30 i cittadini di Marola si riuniranno in assemblea pubblica presso l’area verde per esprimersi rispetto alla proposta della Marina militare di aprire la barriera antintrusione dalle 10 alle 11, dalle 18 alle 19 e dalle 22..30 alle 23.30.

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