Mentre la tregua di metà pomeriggio attesa sulla base delle previsioni meteo si affaccia con un certo ritardo dopo una giornata caratterizzata da precipitazioni abbondanti e da una perturbazione per certi versi inedita per la stagione e per la Spezia, in redazione arriva la lettera di protesta di un gruppo di genitori. Al centro della contestazione c’è l’applicazione dell’ordinanza scattata oggi con l’innalzamento dell’allerta da gialla ad arancione e, in particolare, i tempi con cui è stata disposta la sospensione dei servizi educativi.
I genitori pongono una questione che, spiegano, riguarda prima di tutto la sicurezza dei bambini, ma anche quella delle famiglie e di chi lavora nei servizi educativi.
“Non siamo soliti fare polemica, ma questa volta crediamo sia doveroso sollevare una questione che riguarda principalmente la sicurezza dei bambini, ma anche delle famiglie e di chi lavora nei servizi educativi.
Nel Comune della Spezia, come nel resto della Provincia, era in vigore dalle 8 di questa mattina un’allerta gialla. Alle 11.30 circa Arpal ha comunicato che, a partire dalle ore 13 e fino alle 21, l’allerta sarebbe diventata arancione”.
È proprio sulla sequenza temporale degli eventi che si concentra la protesta. “A quel punto, considerato che i nidi e alcune scuole dell’infanzia sono regolarmente aperti anche in questo periodo, ci si sarebbe aspettati che l’eventuale ordinanza di sospensione dei servizi educativi venisse emessa con un congruo anticipo, così da consentire alle famiglie di organizzarsi e di andare a prendere i propri bambini prima dell’inizio dell’allerta arancione.
Invece l’ordinanza è stata pubblicata soltanto alle 13.30, quando l’allerta arancione era già in corso da mezz’ora”.
Secondo i genitori, è stata proprio questa tempistica a creare una situazione contraddittoria rispetto all’obiettivo di garantire la sicurezza. “Il risultato è stato paradossale: noi genitori, nonni e familiari siamo stati invitati – di fatto obbligati, visto che le strutture dovevano correttamente attenersi all’ordinanza – a metterci in macchina e andare a prendere i bambini proprio nel momento in cui le condizioni meteorologiche erano peggiori. Senza alcun preavviso.
Strade allagate, diluvio e condizioni di viabilità difficili. I bambini che nel frattempo erano al sicuro all’interno dell’asilo e delle scuole e i più piccoli stavano dormendo, sono dovuti uscire e mettersi in viaggio verso casa in queste condizioni.
La domanda che ci poniamo è semplice: era davvero questa la soluzione più sicura?”.
La lettera riconosce l’esistenza di eventuali tempi tecnici e procedure, ma mette in discussione la possibilità di anticipare comunque la decisione. “È evidente che possano esserci tempi tecnici e procedure da rispettare. Ma se già alle 11.30 era noto che dalle 13 sarebbe scattata l’allerta arancione, non sarebbe stato possibile assumere la decisione per tempo, consentendo alle famiglie di recuperare i bambini prima dell’inizio dell’allerta?”
I genitori sottolineano inoltre che la questione, nelle loro intenzioni, non ha una connotazione politica. “Sappiamo inoltre che altri Comuni hanno adottato provvedimenti analoghi comunicandoli con maggiore anticipo, permettendo così alle famiglie di organizzarsi. (E non vogliamo assolutamente farne una questione politica, anche perché il riferimento è a Comuni amministrati sia dal centrodestra sia dal centrosinistra: per esempio Sarzana e Riomaggiore).”
Poi c’è il secondo elemento della contestazione, legato al miglioramento delle condizioni meteorologiche avvenuto poco dopo l’emanazione dell’ordinanza. “C’è poi un ulteriore paradosso. Poco dopo l’uscita dell’ordinanza, le condizioni meteorologiche sono sensibilmente migliorate. A quel punto viene spontaneo chiedersi se, considerato il ritardo nell’emanazione del provvedimento, non sarebbe stato più ragionevole invitare le famiglie a recuperare i bambini non appena le condizioni lo avessero consentito, anziché concentrare gli spostamenti proprio nel momento di maggiore criticità”.
Da qui il quesito di fondo dei genitori: “Perché alla fine la domanda è una sola: la priorità deve essere la sicurezza dei bambini e delle loro famiglie oppure la necessità di tutelarsi preventivamente da eventuali responsabilità?”.
La protesta, precisano, non mette in discussione la complessità della gestione di un’allerta. “Non pretendiamo che sia semplice gestire un’allerta meteo e comprendiamo perfettamente che le decisioni debbano essere assunte sulla base delle informazioni disponibili. Ma considerata che un’ordinanza analoga a quella uscita è ormai automatica rispetto all’emanazione dell’allerta arancione, ci viene difficile comprendere come si sia potuta creare una situazione in cui i bambini siano stati costretti a spostarsi in condizioni potenzialmente pericolose.
L’obiettivo di questa lettera non è fare polemica, ma invitare a una riflessione: se l’obiettivo dell’ordinanza è garantire la sicurezza, perché far muovere le famiglie durante l’allerta invece di consentire loro di organizzarsi prima che l’allerta inizi? La sicurezza dovrebbe significare anche questo: prevenire situazioni di rischio, non crearle involontariamente attraverso le modalità e i tempi con cui vengono adottati i provvedimenti”.
The post Maltempo e ordinanze, la protesta dei genitori: “Perché far muovere bimbi e famiglie durante l’allerta arancione?” appeared first on Città della Spezia.