“Il Carlevà de Speza ha radici molto lontane: parliamo del 1869. Nasce dalla storia del Re Carnevale, padre di Maìa, che è la figura femminile della maschera spezzina, impersonificata oggi da Nausicaa Pomini. Ebbene Maìa fu data in sposa a Battiston, che oggi è interpretato da me. Un individuo un po’ ribelle tipo Masaniello, perché ironicamente dava contro alle amministrazioni di quel tempo”. Fra storia e attualità, il racconto di quel che è stato in origine e quel ch’è oggi, non poteva che essere affidato a quel Maurizio Damerini che del Carnevale spezzino è stato uno dei principali motori di ripartenza, poco meno di dieci anni fa. “Si era un po’ perso nei decenni ed era stato riproposto negli anni settanta dal Maestro Gabriele Castellani che ad un certo momento riprese in mano la tradizione da Migliarina riportandolo in auge – spiega ai microfoni di RLV – La Radio a colori, ospite della trasmissione del sabato mattina Info Weekend -. Poi per vent’anni non è stato più realizzato fino a quando Marco Tarabugi nel 2017 chiamò Luciano Venturi e facemmo quell’edizione, limitata a un solo concorso mascherato”. Da allora edizioni in crescita con record di presenze (“Direi che le diciottomila persone coinvolte alcune edizioni fa sono abbastanza per la nostra Spezia”, dice Damerini), carri allegorici e persino l’ospitata delle leggendarie maschere viareggine: “La mia amicizia col direttore del Carnevale di Viareggio ha avviato un gemellaggio. attraverso il quale il nostro Carnevale fu onorato dalla presenza di Burlamacco e Ondina che sfilarono insieme a noi”. Poi c’è stato il Covid e le cose sono cambiate: “In quegli anni abbiamo fatto edizioni online poi l’organizzazione è stata presa in mano dal Comune in modo diretto e per cui si sta ripartendo e ogni anno c’è un’evoluzione”. Quest’anno la novità dei costumi ottocenteschi che sfileranno nelle strade: “Iscrizioni al concorso delle mascherine al mattino e due piazze di riferimento: Piazza Brin e Piazza Europa…”
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