L’ultimissima chance dello Spezia e di D’Angelo: “Tutti noi sappiamo benissimo cosa ci giochiamo”

“Come ha reagito la squadra lo scopriremo domani ma a livello di allenamenti la squadra ha fatto molto bene”. Si concentra sulla partita con il Mantova, Luca D’Angelo, alla vigilia della sfida e dopo una settimana particolarmente complicata. La sconfitta contro la Carrarese e tutti i suoi strascichi per lo Spezia, che deve ora mettere da parte ogni altro pensiero e cercare di ottenere solo i tre punti: “Non dobbiamo dimenticare che i giocatori sanno che si giocano parecchio. Capisco la delusione della tifoseria, è comprensibile, ma non si deve pensare che i giocatori siano menefreghisti, ne va anche del loro futuro. Al di là del modulo, la cosa importante in questi momenti è la nostra reazione in un momento non semplice”.

Inspiegabile, la parabola dello Spezia, che solo un anno fa lottava al terzo posto per la promozione in Serie A. “La vita così, non sai mai cosa aspettarti dalla tua esistenza”, assume il tecnico. “Che sia in positivo o in negativo. Le cose cambiano, sono cambiate in negativo per noi ma non vuol dire non possano cambiare in positivo. Siamo una squadra forte che non sta rendendo, ma continuo a pensare che lo siamo, stiamo attraversando un periodo buio e bisogna fare di tutto per venirne fuori. Dopo Carrara io non ho mandato messaggi, non è mio costume farlo. Ho detto quello che penso, sono un allenatore e cerco di portare al massimo l’abnegazione nella squadra. Si sono allenati bene, hanno le giuste voglie per risolvere questa situazione molto brutta. È innegabile, pesa molto ma abbiamo le possibilità per venirne fuori”.

“La classifica pesa, quando le cose non vanno bene ogni evento non buono ti fa crollare il mondo addosso”, continua D’Angelo. “A Carrara abbiamo iniziato bene, poi prendendo gol abbiamo fatto dieci minuti folli, anche per posizionamento in campo. L’abbiamo riaperta e potevamo pareggiarla, ma anche lì dopo il terzo gol – che non andava preso perché la Carrarese era impaurita – si è chiusa la gara. Dobbiamo essere bravi a capire che la classifica è negativa, estremamente, ma la partita va sempre giocata palla su palla. Non bisogna fossilizzarsi sugli errori. Le partite sono tutte complicate in questo torneo, specie quando mancano poche giornate. Tutti noi conosciamo l’importanza della partita di domani come delle prossime quattro”.

Luca D'Angelo

 

Uno Spezia da registrare anche difensivamente, visti i tanti gol subiti negli ultimi mesi: “Quella mia e quella di Donadoni erano due proposte di gioco differenti. La mia è un po’ più conservativa, sono più dogmatico su alcuni aspetti sia con che senza palla. Vedendo un po’ le partite giocate dallo Spezia dopo che sono andato via, la squadra è stata più propositiva ed è innegabile, ora dobbiamo cercare di tornare ai miei dettami, anche se non mi piace come parola. Bisogna avere in mente che tipo di partita può essere. Dura tantissimo, andare subito alla ricerca di un qualcosa che tutti vorremmo può essere produttivo ed entusiasmante, la gente sono sicuro ci darà una grande mano, ma bisogna vedere se alla lunga non sia deleterio spingere sin da subito. Le partite hanno tante sfaccettature, dobbiamo mantenere la giusta calma”. In un clima, quello del Picco, che si preannuncia acceso dopo una settimana difficile: “So che lo stadio domani ci trasmetterà passione, ovviamente sono arrabbiati con me e i giocatori e non so chi altro, ma allo stesso tempo quando l’arbitro fischia fanno il tifo per lo Spezia. La squadra dobbiamo aiutarla anche noi perché sono tutti ragazzi che ne hanno bisogno, vivono una situazione non semplice. Quando si va a casa ci si porta dietro tutte le delusioni di una stagione non buona, non si pensa ai fatti nostri”.

Qualche assenza: gli squalificati Bonfanti, Adamo e Valoti, ma anche Skjellerup. Per uno Spezia che può cambiare qualcosa: “Lapadula si è allenato tutta la settimana, può giocare dall’inizio o subentrare. Per il resto siamo gli stessi di settimana scorsa, per Skjellerup servono ancora una decina di giorni. Può giocare Ruggero o Beruatto, vedremo domani. Valoti è un’assenza importante. Non so come fosse andato prima, ma l’altro giorno è stato tra i più positivi e obiettivamente è forte. Abbiamo la possibilità di schierare giocatori altrettanto forti e non dobbiamo piangerci addosso e trovare alibi”.

In chiusura un pensiero sul Mantova, avversario ostico e con l’ex Kouda tra i pericoli: “Il Mantova gioca uomo su uomo ma ci sono le contromisure per ogni avversario. Più che essere propositivi noi dobbiamo cercare di non prendere occasioni da gol, perché noi occasioni ne abbiamo sempre. Non dobbiamo concederne. Dobbiamo trovare velocemente la nostra giusta dimensione. Kouda è stato un giocatore molto importante per noi, sia nell’anno della salvezza che lo scorso anno, dove è stato protagonista. Ha faticato questo’anno ma come tutti, pochi singoli si sono esaltati. Lo rivedrò con piacere, è un giocatore forte e una persona a cui sono legato. Mi lego tantissimo alle persone con cui lavoro, alcuni dicono che è mio difetto ma non posso fare altrimenti”. 

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