È il 21 marzo quando Charlie Stillitano si ritrova a parlare con Salvatore Scarpa. Lo fa a Castellammare di Stabia, alla vigilia di una partita destinata a segnare uno spartiacque nella stagione dello Spezia. Qualche giorno dopo, infatti, la sconfitta contro la Juve Stabia costerà la panchina a Roberto Donadoni. Il presidente newyorkese segue la squadra in trasferta dopo aver mandato giù a fatica il pareggio interno contro l’Empoli di pochi giorni prima. La classifica continua a lasciare aperto uno spiraglio, ma la situazione resta drammatica. Lo Spezia è agli ultimi posti e vede il tempo scorrere più veloce delle occasioni per salvarsi. Di fronte c’è una Juve Stabia che non vince da sette giornate, ma che è ancora pienamente in corsa per un posto nei play-off.
Se sul campo gli stabiesi continuano a lottare, è fuori dal rettangolo verde che la situazione è più complessa. Da mesi la proprietà Solmate è sparita dai radar, lasciando il club sospeso in una condizione di profonda incertezza che, a distanza di mesi, continua ancora a rappresentare un tema. In virtù dell’articolo 34 del Codice Antimafia, dall’estate la società è affidata a due amministratori giudiziari: Mario Ferrara e proprio Salvatore Scarpa. È con lui che Stillitano si confronta. L’italo-americano non nasconde il proprio stupore. “Come fate a sopravvivere senza soldi e addirittura a essere così competitivi?”, domanda. “Io ho speso venti milioni e sono ultimo in classifica”. Scarpa accenna un sorriso amaro. Poi indica l’uomo che, in mezzo a tutte quelle difficoltà, ha reso possibile il piccolo miracolo della Juve Stabia: una squadra sostenibile, costruita valorizzando giovani di prospettiva e capace di conquistare due semifinali play-off nel giro di due stagioni. Quell’uomo è Matteo Lovisa.
Tornando a Roma dopo la trasferta di Castellammare, Stillitano ha più volte pensato a quel Lovisa che ha costruito con poco un piccolo gioiellino e, a distanza di poco più di due mesi da quel confronto, i percorsi dei due si sono incrociati direttamente. Lo scorso giovedì, a Milano, il presidente dello Spezia ha incontrato il direttore sportivo della Juve Stabia in un faccia a faccia durato diverse ore. Un colloquio approfondito, andato ben oltre una semplice manifestazione d’interesse, nel quale si è iniziato a ragionare sulle prospettive future del club di via Melara e sulle condizioni necessarie per avviare un nuovo ciclo tecnico.
Dopo gli incontri avuti in città con i dipendenti e i collaboratori dello Spezia, Stillitano ha voluto confrontarsi con una delle figure emergenti del panorama dirigenziale italiano. Negli ultimi anni Lovisa si è costruito una reputazione solida grazie alla capacità di ottenere risultati importanti senza fare affidamento su grandi disponibilità economiche, individuando profili giovani, valorizzando il patrimonio tecnico e mantenendo sostenibilità gestionale. Caratteristiche che hanno inevitabilmente attirato l’attenzione di una proprietà chiamata oggi a ripensare il proprio modello dopo stagioni segnate da investimenti elevati e risultati inferiori alle aspettative.
Da parte sua, Lovisa non ha chiuso la porta. Anzi, avrebbe ascoltato con attenzione il progetto illustrato dal presidente americano, mettendo però subito sul tavolo alcuni concetti ritenuti imprescindibili. Più della categoria, conta l’ambizione. Più della semplice ricostruzione, conta la volontà di costruire una squadra in grado di vincere. Il messaggio recapitato a Stillitano sarebbe stato chiaro: accettare la Serie C non rappresenterebbe un problema, a patto che l’obiettivo sia quello di tentare di dominarla e riconquistare immediatamente la cadetteria. Un progetto senza zone grigie, sostenuto da una programmazione pluriennale e da investimenti coerenti con le aspettative.
È proprio su questo terreno che si giocheranno le prossime ore. Sul tavolo non c’è soltanto la scelta di un direttore sportivo, ma la definizione dell’identità dello Spezia che verrà. La proprietà, nelle ultime settimane, ha analizzato in profondità la struttura dei costi del club, arrivando alla convinzione che sarà necessario intervenire in maniera significativa per eliminare quelle voci di spesa considerate non più sostenibili e adeguare l’organizzazione alla nuova realtà sportiva. Parallelamente, però, sarà chiamata a garantire le risorse necessarie per rendere competitivo il progetto tecnico. Lovisa, già protagonista dell’ascesa del Pordenone e successivamente dell’affermazione della Juve Stabia, resta uno dei profili più apprezzati e ricercati del mercato. Giovane, ambizioso e con una credibilità costruita attraverso i risultati, ha ricevuto manifestazioni d’interesse da più parti. Lo Spezia, però, rappresenta una piazza che potrebbe convincerlo qualora arrivassero le garanzie richieste.
Le valutazioni sono in corso da entrambe le parti. Lovisa attende di capire fino a che punto la proprietà sia disposta a spingersi per sostenere il progetto. Stillitano, insieme a Thomas Roberts, è chiamato invece a una decisione che potrebbe indirizzare il futuro del club per i prossimi anni. Entro il fine settimana dovrebbe arrivare una risposta definitiva, senza ulteriori incontri. Un sì aprirebbe la strada a una rifondazione affidata a uno dei dirigenti più promettenti del calcio italiano e a uno Spezia costruito per puntare immediatamente al ritorno in Serie B. Un no costringerebbe invece il club a esplorare strade alternative, ridisegnando tempi e modalità della propria ripartenza. Un no che, a quel punto, precluderebbe anche altri profili per cui lo Spezia ha appeal ma che puntano ad un campionato di vertice, come, ad esempio, dirigenti che hanno fatto la B fino a qualche mese fa come Gemmi o Rinaudo.