L’influenza tiene a letto i più giovani: il quadro negli studi medici di turno durante le festività

La febbre supera i 38 gradi, accompagnata da sintomi respiratori e, in alcuni casi, anche gastrointestinali. Ma a rimanere “bloccati” a letto sono in prevalenza i giovani, che non si sono vaccinati, a differenza degli over 60, i quali hanno aderito alla campagna vaccinale attenuando i sintomi o evitando il contagio. È questo il quadro che emerge dal confronto con i medici di medicina generale, a pochi giorni dalla fine delle feste, periodo durante il quale hanno mantenuto gli studi aperti. A fare il punto della situazione è la medico di famiglia Elisa Angelinelli, esponente del sindacato Fimmg e della Rete dei medici sentinella.

Elisa Angelinelli

“Nei giorni festivi c’è stato molto da lavorare – spiega – così come nei giorni immediatamente precedenti e successivi alle festività. Sono state giornate molto intense, con numerose richieste di accesso agli ambulatori. Il picco influenzale, almeno per questa fase, dovrebbe essere ormai alle spalle, e abbiamo riscontrato una buona copertura vaccinale tra le persone dai sessant’anni in su. In questa fase a risentirne maggiormente, anche perché si vaccinano meno, sono le persone sotto i 35 anni, poiché sono esposte a situazioni che rendono più facile il contagio. La diffusione del vaccino è stata ampia: io stessa nel mio studio ne ho somministrati circa 400”.

A tenere in casa, con le feste ancora in corso, è un’influenza che dura fino a cinque giorni, con temperature che possono arrivare fino a 39 gradi. Consultare il medico se i sintomi persistono è ormai una prassi consolidata. Da questo punto di vista, gli spezzini si dimostrano anche più disponibili a sottoporsi nuovamente ai tamponi, che, di fatto, non servono soltanto a diagnosticare il Covid. “C’è da notare una maggiore disponibilità, trasversale a tutte le fasce di pazienti, a sottoporsi ai tamponi – aggiunge Angelinelli –. Si tratta di un supporto diagnostico molto importante perché, a seconda dei casi e della sintomatologia, consente una scelta più mirata nella somministrazione degli antibiotici, limitandone l’uso eccessivo”.

Il sistema messo in piedi da Regione, Asl e medici di medicina generale ha contribuito a limitare la pressione sugli ospedali, e questa fase influenzale è ormai agli sgoccioli. Resta però un ultimo punto, sul quale la dottoressa Angelinelli esprime una certa preoccupazione: “A breve andranno in pensione altri cinque medici di famiglia e non ci sono ancora i sostituti. Il rischio è che i pazienti restino scoperti, con tutte le conseguenze che ne derivano”

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