Legge di Bilancio 2027, il Sunia: “Detrazioni per gli inquilini ferme da 25 anni, servono più risorse per gli affitti”

Le detrazioni fiscali per gli inquilini sono ferme da oltre venticinque anni, mentre aumentano i canoni di locazione, le spese energetiche, i costi condominiali e il costo della vita. È la denuncia del Sunia, che chiede di inserire nella Legge di Bilancio 2027 misure concrete a sostegno delle famiglie che vivono in affitto, dal rifinanziamento dei fondi per il sostegno alla locazione e per la morosità incolpevole all’aggiornamento delle agevolazioni fiscali, fino a un piano straordinario per aumentare gli alloggi pubblici e a canone sostenibile.

A intervenire è Franco Bravo, segretario regionale del Sunia, secondo cui la discussione sulla prossima manovra economica si concentra sulla riduzione dell’Irpef, sulle agevolazioni fiscali per i proprietari immobiliari, sulla cedolare secca e su altri incentivi tributari, senza prevedere interventi equivalenti per chi paga un affitto. Gli inquilini rischiano così, secondo il sindacato, di essere i grandi esclusi della manovra, nonostante le crescenti difficoltà economiche delle famiglie. Nel dibattito, sottolinea il Sunia, non trovano spazio adeguato il Fondo sostegno affitto, il Fondo per la morosità incolpevole e gli interventi per l’edilizia pubblica.

A rendere evidente la situazione sono soprattutto gli importi delle detrazioni fiscali, rimasti sostanzialmente invariati per oltre due decenni. Per i contratti a canone concordato, l’agevolazione attualmente prevista è di 495,80 euro annui per i contribuenti con reddito fino a 15.493,71 euro e di 247,90 euro per quelli con reddito fino a 30.987,41 euro. Per i contratti a canone libero, le detrazioni scendono rispettivamente a 300 e 150 euro annui.

Importi che, secondo i calcoli del Sunia basati sull’inflazione cumulata degli ultimi venticinque anni, pari a circa il 63%, non sarebbero più adeguati al costo della vita. Per mantenere lo stesso potere d’acquisto, la detrazione per i contratti a canone concordato dovrebbe salire a 808 euro per i redditi fino a 15.493 euro e a 404 euro per quelli fino a 30.987 euro. Per i contratti a canone libero, invece, dovrebbe passare da 300 a 489 euro nella prima fascia di reddito e da 150 a 245 euro nella seconda.

Il sindacato evidenzia inoltre che anche le soglie reddituali per accedere alle agevolazioni sono rimaste ferme a valori ormai superati. Applicando lo stesso adeguamento all’inflazione, il limite di 15.493 euro dovrebbe oggi arrivare a circa 25.250 euro, mentre quello di 30.987 euro dovrebbe attestarsi intorno a 50.510 euro. Secondo Bravo, lo Stato continua quindi a utilizzare parametri economici fissati all’inizio degli anni Duemila, senza tenere conto della perdita di potere d’acquisto subita dalle famiglie che vivono in locazione.

Da qui le richieste rivolte dal Sunia al governo in vista della definizione della manovra. Il sindacato sollecita un rifinanziamento stabile e strutturale del Fondo sostegno affitto e del Fondo per la morosità incolpevole, l’aggiornamento delle detrazioni fiscali riconosciute agli inquilini e l’adeguamento delle soglie di reddito, ferme da oltre vent’anni. Tra le priorità indicate c’è anche un piano straordinario per aumentare l’offerta di alloggi pubblici e di abitazioni a canone sostenibile.

Per il Sunia, non è accettabile continuare a prevedere agevolazioni e incentivi per il mercato immobiliare senza destinare risorse adeguate a chi deve sostenere ogni mese il costo di un affitto sempre più gravoso. La Legge di Bilancio 2027, conclude il sindacato, rappresenta un’occasione per intervenire sulla disparità fiscale e rafforzare il sostegno economico e la sicurezza abitativa di milioni di famiglie, giovani, lavoratori e pensionati che vivono in locazione.

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