Le chiavi dei negozi che hanno chiuso, di quelli che ancora resistono e di quelli che potrebbero aprire in futuro. Un mazzo simbolico, destinato ai sindaci, per ricordare che dietro ogni saracinesca abbassata non c’è soltanto un’attività economica che scompare, ma anche un pezzo di vita urbana che si spegne. È il messaggio scelto da Confcommercio per la mobilitazione nazionale del 16 novembre contro la desertificazione commerciale, alla quale aderisce anche la Confcommercio spezzina.
L’iniziativa prevede che tutte le sedi territoriali dell’associazione consegnino simbolicamente le chiavi dei negozi alle amministrazioni comunali. Un gesto che vuole richiamare l’attenzione sul progressivo impoverimento commerciale dei centri urbani e sulla necessità di sostenere le attività di vicinato, considerate un presidio economico e sociale per le comunità. La mobilitazione è stata annunciata a Bari, nell’ambito di “inCittà – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono”, appuntamento nazionale promosso da Confcommercio e dedicato ai temi della rigenerazione urbana. All’incontro ha partecipato anche una delegazione spezzina composta dal direttore Roberto Martini, da Alessandro Corsini, responsabile comunicazione, e da Gianni Balducci, presidente FIMAA La Spezia e componente della giunta associativa.
Ma l’obiettivo dell’associazione non è soltanto accendere i riflettori sul problema. Confcommercio La Spezia vuole proporsi come interlocutore delle amministrazioni locali per costruire strategie condivise, contrastare la chiusura delle attività e favorire nuove aperture. Una disponibilità al confronto che il presidente Sergio Camaiora traduce in una proposta concreta: aprire un tavolo con il Comune e lavorare a un piano d’azione territoriale per il commercio di prossimità. “La desertificazione commerciale è una questione nazionale, che interessa anche il nostro territorio e che va affrontata con una visione condivisa e interventi concreti. La consegna simbolica delle chiavi ai sindaci non vuole essere un gesto polemico, né tantomeno un modo per attribuire responsabilità alle amministrazioni locali. Al contrario, vuole rappresentare un’apertura al dialogo e alla collaborazione”, spiega Camaiora.
Il presidente conferma la disponibilità dell’associazione a mettere a disposizione la propria conoscenza del tessuto economico e delle esigenze delle imprese per individuare soluzioni: “Come Confcommercio spezzina intendiamo metterci a disposizione del Comune ed essere un interlocutore di riferimento per costruire insieme proposte e strategie capaci di contrastare questo fenomeno. Vogliamo sederci attorno a un tavolo e portare la nostra conoscenza del tessuto economico e delle esigenze delle attività, per lavorare a un piano d’azione territoriale per la prossimità”. C’è però anche una richiesta rivolta al Governo: perché le strategie locali non restino sulla carta, secondo Confcommercio occorrono risorse economiche dedicate. Da qui la proposta di istituire un Fondo nazionale destinato ai Comuni che decidano di avviare percorsi di contrasto alla desertificazione commerciale insieme alle imprese. “Il commercio non è soltanto economia: è un presidio sociale, contribuisce alla sicurezza e rende vivi i quartieri. Per questo salvaguardare i negozi esistenti e favorire nuove aperture deve diventare un obiettivo condiviso, nell’interesse di tutta la comunità”, conclude Camaiora.
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