Undici imbarcazioni sperimentali, sette università coinvolte e 120 studenti al lavoro per presentare nelle acque della Spezia la innovazioni dell’architettura navale. Sbarca nel Golfo dei Poeti la diciannovesima edizione di 1001 Velacup, che succede così al Lago di Como e al Golfo di Trieste che avevano ospitato le ultime due competizioni. Cinque le giornate dell’evento, dal 23 al 27 settembre, le tre centrali dedicate alle gare, con villaggio installato sulla Passeggiata Morin dal mercoledì e premiazione presso il Circolo ufficiali della Marina Militare alla domenica.
In gara imbarcazioni da 4.60 metri create da studenti e docenti per testare alcune delle soluzioni tecniche più innovative nel settore nautico. Le tendenze attuali spingono la ricerca in particolare nell’utilizzo delle fibre naturali, in processi di cantiere a basso impatto ambientale e verso materiali riciclabili. Tutte esperienze che da quasi vent’anni 1001 Velacup mette nelle mani degli studenti universitari di decine di atenei, che affrontano così la realtà di un contesto professionale già negli anni della formazione. “L’idea nasce proprio dall’esigenza di consegnare un’attività pratica agli studenti, un tempo costretti solo alla parte teorica – ricorda Massimo Paperini, architetto navale e accademico -. All’Università di Roma Tre mettemmo in piedi un cantiere navale vero e proprio insieme al collega Paolo Procesi vent’anni fa. C’erano non più di una trentina di studenti allora, oggi le richieste sono state 168. Crediamo di aver creato un metodo che forma in maniera professionale i nostri giovani e la Spezia è il luogo ideale per mettere in pratica questo approccio”.

La realtà oggi dice che ci sono cinque ex studenti italiani, passati attraverso l’esperienza formativa di 1001 Velacup, che parteciperanno in diversi ruoli alla prossima edizione dell’America’s Cup tra le fila di Prada. “Abbiamo ex studenti che hanno creato imprese importanti del settore, altri invece fanno attività presso strutture internazionali – ricorda Paolo Procesi -. In molti ci dicono che la partecipazione alla 1001 Velacup fa curriculum”.
Al progetto partecipano venti realtà, ma non tutte potranno essere in acqua. “E’ fisiologico perché si parte imparando a pensare una barca, poi si passa a imparare a costruirla – illustra Procesi -. E poi serve tempo per modificare le imbarcazioni, alcune delle quali diventano laboratori di laurea. Insomma portare una barca in regata non è facile. Tuttavia abbiamo ricevuto interessamento anche dall’estero, Turchia e Francia in particolare”. Della regata saranno tra le altre il Politecnico di Milano e le Università di Trieste, Napoli, Palermo e forse Roma Tre.
E ci sarà ovviamente il Polo Marconi con il suo Revel Sailing Team, squadra universitaria del campus universitario spezzino di cui l’ingegneria nautica e il design navale sono l’offerta forse più peculiare. “Quest’anno abbiamo lavorato a due progetti principali e uno riguarda 1001 Vela e uno un’altra competizione che riguarda le barche volanti – spiega Tommaso Cecchini -. Si è lavorato tanto con le istituzioni per portare a casa questa edizione e poter gareggiare a casa, che era il nostro obiettivo principale. Vedremo settimana prossima come andrà, però noi siamo carichi per fare andare bene le cose”.

Si tratta della terza barca utilizzata dal Revel Sailing Team. Il suo battesimo sarà svelato prossimamente, le precedenti erano Corsara costruita nel 2009 e in seguito Alba del 2023, la prima creata dal Revel. “Da Alba in poi c’è stata un’evoluzione frutto di sempre ulteriori ricerche – illustra Sara Morgia -. La prossima settimana presenteremo il nuovo scafo e poi ci sarà il varo. Abbiamo uno sponsor con cui collaboriamo strettamente che ci fornisce tutti i materiali; le nostre imbarcazioni sono fatte principalmente con fibra di lino, vetro e pet riciclato. Sicuramente l’evoluzione è continua”. Giovedì 24 settembre sarà allestita la mostra dei progetti e delle ricerche degli atenei partecipanti. Compresi quelli spezzini.
“La vela viene guardata come una cosa da ricchi, ma vedere i nostri studenti al lavoro per creare una barca competitiva è un’ispirazione per chiunque – assicura il sindaco Pierluigi Peracchini -. Sono ragazzi e ragazze che vogliono realizzarsi nel settore e crearsi competenze da spendere in tutto il mondo”. La definisce “una sfida accettata da parte della città, che unisce lo spirito della vela sportiva alla competenza scientifica”, l’assessora Patrizia Saccone.
Grande spinta è arrivata dalla Lega Navale Italiano. “In tanti hanno dato il loro contributo per arrivare a questo traguardo – dice il presidente della sezione spezzina Francesco Costa -. Oggi il mare è un laboratorio a cielo aperto, siamo arrivati alla quarta barca creata dal nostro polo universitario, con l’aiuto della Marina Militare, dell’Autorità di sistema portuale e di Confindustria“. Al fianco della manifestazione alcune aziende spezzine del settore. “Abbiamo sensibilizzato i nostri associati trovando una sponda entusiastica in molte aziende, che potranno vedere all’opera giovani talenti del nostro territorio”, spiega Alessandro Biggio, vicepresidente di Confindustria La Spezia.

“La cultura del mare è un elemento caratterizzante del nostro territorio e questo tipo di manifestazione è un ulteriore tassello di un lavoro che portiamo avanti quotidianamente. Sono proprio i giovani che porteranno avanti questa cultura del mare”, dichiara Federica Montaresi, segretaria generale dell’Adsp. “Questa attività rappresenta in un certo l’essenza della Marina Militare, che ha tra le proprie priorità quella della conservazione della tradizione marinaresca ma anche dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo del tessuto di una città a cui siamo particolarmente legati”, sottolinea il capitano di vascello Ferdinando Baccini in rappresentanza del Comando Interregionale Marittimo Nord.
Particolarmente soddisfatta Rosanna Ghirri, responsabile dei servizi culturali per il Comune della Spezia e da tempo estimatrice dell’iniziativa. “Seguo la Velacup da vent’anni e l’opportunità di svolgere le regate alla Spezia è un grande traguardo – dice -. Per il nostro campus un’attività extra curricolare che sarà un pilastro della formazione degli studenti per sviluppare competenze trasversali e senso di appartenenza”.
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