Lavoro, 1.440 assunzioni a settembre nella provincia spezzina: terza piazza in Liguria e un mercato che resta a termine

La Spezia si presenta all’autunno con 1.440 nuove entrate previste dalle imprese nel mese di settembre, alle spalle di Genova, con 5.850, e Savona, con 1.540, e davanti a Imperia, ferma a 1.270. Nel trimestre settembre-novembre le assunzioni programmate nello Spezzino salgono a 4.340, sulle 30.580 previste complessivamente in Liguria. È il quadro che emerge dai dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere-Ministero del Lavoro, rielaborati dal Servizio Informazione economica della Camera di Commercio Riviere di Liguria.

La provincia della Spezia concentra quindi una parte rilevante della domanda occupazionale regionale, ma con una dinamica diversa da quella delle altre province. A settembre le entrate risultano in calo del 5,7% rispetto allo stesso mese del 2025, contro il -7,1% regionale. Savona registra invece una crescita del 3,2% e Imperia dell’1,3%, mentre Genova segna una flessione dell’11,4%. La quota di imprese spezzine che prevedono di assumere è del 14,7%, a fronte del 15,1% regionale: Genova raggiunge il 16%, Imperia il 15,8% e Savona il 12,8%.

Sul fronte della difficoltà di reperimento, La Spezia presenta il dato più basso tra le province liguri: il mismatch interessa il 41,3% delle entrate programmate, contro il 44,5% di Savona, il 44,1% di Imperia e il 52,2% di Genova. Nello Spezzino il dato è inoltre in forte diminuzione rispetto al 54,8% registrato nel settembre 2025. La mancanza di candidati pesa per il 22,8% delle entrate, mentre la preparazione inadeguata dei profili riguarda il 15,3%.

La domanda di lavoro provinciale continua a essere fortemente legata al terziario, che assorbe il 66,2% delle entrate previste. Il comparto dell’alloggio, della ristorazione e dei servizi turistici rappresenta da solo il 25%, mentre i servizi alle persone arrivano al 12%. L’industria, comprese le costruzioni, raccoglie il 32% della domanda, con un ruolo significativo delle industrie meccaniche ed elettroniche, che rappresentano il 15%. Il settore primario si ferma all’1,8%.

Tra le professioni, quella più richiesta è quella degli esercenti e addetti nelle attività di ristorazione, con 320 entrate previste. Il 61% delle entrate richiede esperienza specifica o nello stesso settore. Il 53% della domanda arriva inoltre da imprese con meno di 50 dipendenti, il 21% da aziende tra 50 e 249 addetti e il 26% da realtà con oltre 250 dipendenti.

Il dato sulla stabilità contrattuale conferma però la prevalenza delle forme di lavoro a termine. A La Spezia solo il 23% delle entrate previste riguarda contratti a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il 77% resta legato a forme contrattuali a termine o di durata predefinita. La quota di contratti stabili sale al 27% a Genova e scende al 20% sia a Savona sia a Imperia.

Anche sul livello di qualificazione emergono differenze territoriali. Le imprese spezzine richiedono un titolo terziario, laurea o ITS, per il 15,1% delle entrate, contro il 24,7% di Genova, il 13,8% di Savona e il 9,3% di Imperia, a fronte di una media ligure del 19,7%. A La Spezia dirigenti, specialisti e tecnici rappresentano il 16% delle entrate, la stessa quota di Savona e inferiore al 30% di Genova, mentre Imperia si ferma al 12%.

Sul fronte dei giovani, il 29,9% delle entrate spezzine è rivolto a under 30, contro il 33,1% di Genova, il 33,4% di Imperia e il 27,5% di Savona. La quota di lavoratori stranieri raggiunge invece il 27,4% nello Spezzino, a fronte del 25% di Genova, del 29,7% di Savona e del 32,3% di Imperia.

È soprattutto sul fronte della componente femminile che emerge la differenza più marcata. Le opportunità per personale femminile rappresentano l’11,4% delle entrate programmate a La Spezia, contro il 19,1% di Genova, il 16,4% di Imperia e il 15,5% di Savona. La media regionale si attesta al 17,1%.

Nel complesso, quindi, lo Spezzino si trova davanti a una domanda di lavoro sostenuta soprattutto dai servizi e dalla filiera turistica, affiancata dal peso dell’industria meccanica ed elettronica. Le 4.340 entrate previste nel trimestre confermano il volume della domanda, mentre il confronto con le altre province mette in evidenza una flessione meno marcata della media regionale e un mismatch in diminuzione. Resta invece predominante la componente a termine, insieme a una domanda di personale femminile sensibilmente più contenuta rispetto al resto della Liguria.

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