L’appello di Non una di meno: “L’8 marzo riempiamo le strade e il 9 incrociamo le braccia: non è una festa, è una giornata di lotta”

“In occasione dell’8 marzo, giornata internazionale di lotta transfemminista, si terrà alla Spezia un corteo cittadino con ritrovo alle 16.30 in piazza Garibaldi. Lo stesso sistema che ci invisibilizza, sfrutta e uccide prospera e si alimenta grazie al lavoro che ogni giorno svolgiamo dentro e fuori casa. Un lavoro spesso non riconosciuto, sottopagato o gratuito, che sostiene l’intera società. Possiamo inceppare questo meccanismo. Possiamo farlo tuttə insieme. Scendiamo in strada l’8 marzo per alzare la voce e attraversare la città in corteo. Riempiamo le strade con un corteo grande, determinato, impossibile da ignorare, significa trasformare la rabbia in forza collettiva, la paura in potenza, le rivendicazioni in lotta concreta. Il 9 marzo incrociamo le braccia: scioperiamo, perché sappiamo bene che cosa vogliamo se il nostro lavoro si ferma, si ferma tutto”. E’ l’appello che il coordinamento spezzino di Non una di meno lancia alla popolazione spezzina in vista della Giornata internazionale della donna di domenica 8 marzo.
“La sicurezza che vogliamo è educazione sessuo-affettiva e al consenso come materia curricolare fin dalle scuole primarie, welfare e servizi sociali per tuttə, diritto alla salute e all’autodeterminazione con aborto libero, sicuro e gratuito e percorsi di affermazione di genere liberi da psichiatria e tribunali. Chiediamo finanziamenti strutturali ai centri antiviolenza – affermano dall’associazione – e sostegno concreto ai percorsi di autonomia e fuoriuscita dalle relazioni violente. Rivendichiamo salario minimo, stipendi dignitosi e contratti adeguati, parità salariale e reddito di autodeterminazione. Non una di meno è orgogliosa del successo e della grande partecipazione al presidio del 21 febbraio e al convegno “Contro la violenza di genere. Una rete che protegge”, che ha avuto luogo sabato 21 febbraio: momenti di confronto e mobilitazione che dimostrano come l’attenzione e la consapevolezza sul territorio stiano crescendo. Sono tutti segnali chiari che l’energia collettiva si sta alzando verso il corteo dell’8 marzo e verso lo sciopero del 9 marzo. Tuttə insieme ci opponiamo a chi sostiene la cultura patriarcale confondendo la sicurezza con ordine, controllo, repressione e punizione; a ogni guerra e a chi la arma, facendo pagare i costi alla maggioranza della popolazione sfruttata e divisa; al genocidio in Palestina, aderendo alle campagne di Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni. C’è bisogno di reagire e di resistere. L’8 marzo non è una festa, è una giornata di lotta. Quando niente è sicuro, tutto è possibile”.

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