Nel suo 80° anniversario, Fedespedi fotografa un sistema logistico italiano da 1.650 imprese, 24,9 miliardi di euro di fatturato e oltre 60 mila addetti, mentre i nuovi dati del Centro studi raccontano un primo trimestre 2026 segnato dalle tensioni internazionali e da una generale contrazione dei traffici container nei porti italiani (-4,6%). In questo scenario in rallentamento, emerge con forza il caso di La Spezia: il terminal LSCT si distingue come uno dei pochi poli in netta crescita, con un +7,8% che la pone tra le performance migliori a livello nazionale. Un segnale chiaro di resilienza e attrattività dello scalo spezzino, sempre più baricentro strategico nel corridoio logistico tirrenico.
Mentre diversi porti italiani registrano arretramenti — da Trieste al sistema ligure e campano — La Spezia consolida il proprio ruolo di hub efficiente, beneficiando anche della ridefinizione delle rotte mediterranee e della crescente competizione tra scali nel Mediterraneo. In un quadro internazionale instabile, lo scalo spezzino si inserisce tra i pochi nodi capaci di intercettare nuovi flussi e mantenere una traiettoria di crescita, rafforzando la sua centralità nelle catene logistiche tra Asia ed Europa. “La Turchia si afferma oggi come partner sempre più rilevante nel Mediterraneo – dice Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi -. In uno scenario nel quale si aprono nuove rotte e gli equilibri logistici sono in continua evoluzione, è necessario consolidare rapporti commerciali sempre più solidi con questo Paese e promuovere alleanze strategiche in grado di agevolare il flusso delle merci”.