Risveglio a piedi nudi a Monterosso al Mare. Il parroco Don Alberto guida la tradizionale processione degli scalzi, che, come ricorda il priore della Confraternita dei Neri, Lillo Vai, una volta vedeva la partecipazione di tutti i pescatori e le donne del borgo. “È un segno di penitenza”, commenta, correlato alla tradizione dei sepolcri, profondamente radicata nella cultura cristiana.
Rappresenta uno dei momenti più suggestivi e simbolici della Settimana Santa. Tutto l’anno si lavora per far crescere germogli al buio, in modo da far maturare in assenza di clorofilla piantine dal colore giallo pallido o bianco, che simboleggiano il corpo di Cristo nel sepolcro e il passaggio dalle tenebre alla luce. Nel Giovedì Santo si allestiscono all’interno delle chiese gli altari decorati da questi germogli, da fiori, candele.
“Quest’anno abbiamo voluto dedicare il sepolcro alla morte di San Francesco d’Assisi -, spiega Padre Renato del Convento dei Frati Cappuccini di Monterosso -, ecco perché c’è un saio, il cordone, tra le orchidee del terrazzo della signora Ina, nostra fedele e volontaria. Oggi è giornata del silenzio, del dolore di Maria e di tutte le madri che hanno perso I figli. Grazie ai confratelli abbiamo un gonfalone con la morte di San Francesco che ricorda il quadro di Murillo, in cui il santo abbraccia il crocifisso, un grido di Pace e abbiamo anche la scultura di un nostro volontario, piena di simbologia. Per il convento è un anno significativo perché il Papa ha permesso a tutti i luoghi francescani, a chi vi si accosta, l’indulgenza plenaria per I vivi e i defunti. È un momento di gioia, un momento per sentirsi amati e perdonati”.
Silenzio, meditazione, giro delle chiese in attesa della forza della resurrezione della Pasqua.