Una processione continua all’interno della sala di culto copta della Spezia, pochi metri quadri all’interno di un fondo del Centro Kennedy, dove la famiglia di Abanoub Youssef, lo studente diciottenne assassinato da un compagno di scuola all’istituto professionale Chiodo, riceve le visite dei connazionali. Sono circa quindici le famiglie egiziane di confessione cristiana in provincia, in crescita negli ultimi anni e molto legate l’una all’altra. “In questi giorni abbiamo sentito la vicinanza di tutti, comprese forze dell’ordine, prefettura, Comune e di ogni singolo spezzino – dice lo zio della vittima, Abram Attia -. E’ un dolore che ha colpito tutti. La famiglia di Aba è rovinata. La madre è un corpo senz’anima, non riesce ancora a realizzare che non vedrà più suo figlio”.
Nella piccola sala le sedie sono state disposte in fila per permettere di raggiungere la foto di Aba con le ali d’angelo e un mazzo di fiori bianco ai piedi. Domani sarà composto con un abito altrettanto bianco, che utilizzava anche nelle sue funzioni di giovane diacono. Una processione silenziosa accompagnerà la salma fino alla Cattedrale di Cristo Re per la messa, che sarà officiata dal vescovo della diocesi della Spezia insieme a un prete copto in lingua egiziana. “Ci saranno dieci preti copti, tanti diaconi da altre città. Stiamo ricevendo messaggi da tutta Italia. Ogni mamma e ogni papà è stato colpito da questo dolore. Domani al funerale la realtà ci colpirà con tutto il suo peso”.