Un anno fa in serie B, dopo la dodicesima giornata, c’erano undici squadre nell’arco di cinque punti sopra la quota salvezza. Oggi ce ne sono solo tre. Basta questo dato a fotografare quanto serrata sia già la lotta salvezza in cui lo Spezia è iscritto a pieno titolo come attuale “prima delle retrocesse” con 8 punti. Cinque di distacco, appunto, dal Bari che oggi sarebbe salva. Una distanza che aiuta a capire quanto il fondo della classifica rischi di scollarsi dal resto del gruppo in maniera preoccupante se la squadra di Roberto Donadoni non dovesse fare risultato a Mantova alla ripresa del campionato.
Nelle ultime cinque stagioni cadette, solo nel 2021/22 a questo punto del torneo si era già creata una frattura maggiore dell’attuale tra la coda e il centro classifica. E allora – brutta notizia per il clan aquilotto – le quattro che chiudevano la graduatoria a metà novembre sarebbero state le quattro a scendere in serie C a fine anno: Vicenza, Alessandria, Crotone e Pordenone. In tutti gli altri campionati dal 2020 a oggi, la corsa salvezza era più aperta dell’attuale con il picco raggiunto proprio un anno fa quando tra play out e play off il tragitto era affollatissimo.
Anche nel torneo 2023/24, quando lo Spezia appena ereditato da Luca D’Angelo era diciottesimo come oggi, nei fatidici cinque punti c’erano comunque cinque squadre rispetto alle tre attuali. E infatti i bianchi, che chiusero il girone di andata a 17 lunghezze, riuscirono a evitare anche gli spareggi salvezza grazie a un ritorno da ben 27 punti. Sono insomma punti importantissimi quelli che si giocano a Mantova e poi subito dopo in casa contro la Sampdoria.
Chi gira a metà stagione a meno di 20 punti rischia sempre e lo Spezia oggi dovrebbe tenere una media da due punti a partita da qui alla diciannovesima (che si gioca a gennaio contro il Sudtirol) per stare tranquillo. Più realisticamente, e con maggiore urgenza, autolesionismi come quelli di Spezia-Padova e Spezia-Bari non sono più ammessi.