La ciminiera cadrà due metri al giorno. Dal 2027 accumulatori a ioni di litio al posto dei serbatoi

La ciminiera della ex centrale Enel della Spezia sparirà con un ritmo di due metri al giorno fino a fine giugno, quando la sua silhouette si congederà definitivamente dal profilo della città dopo oltre sessant’anni. Partiti questa mattina i lavori di demolizione della struttura esterna in calcestruzzo dopo che, negli ultimi mesi, è stato rimosso e smaltito la parte interna in materiale refrattario. Attorno alle 12.30 il primo colpo di martello pneumatico ha simbolicamente iniziato a intaccare la bocca di uscita dei fumi a 220 metri d’altezza.

Pochi secondi dopo il tonfo alla base dei primi detriti segna l’avvio “della seconda fase di cantiere – spiega Vincenzo Cenci, responsabile coal decommissioning di Enel -. Se il refrattario è stato smaltito in discarica, il cemento della ciminiera sarà utilizzato per alcuni riempimenti all’interno dell’area stessa di centrale. Per quel che riguarda la demolizione del nastro trasportatore, la struttura più impattante dal punto di vista visivo, partiremo entro l’estate”. Nel cantiere lavorano oggi tra 100 e 150 addetti tra tecnici della stessa Enel e del relativo indotto e gli operatori della ditta Omini insieme a quelli dei subappalti. “Il programma prevede di avanzare con la demolizione di circa due metri al giorno in media – spiega Luca Marena, responsabile del cantiere di demolizione -. Di questo passo finiremo entro fine giugno. La ciminiera come vedete è stata liberata dalla tubazioni”.

 

Nel futuro dell’area ci sono sicuramente gli accumulatori gestiti da Enel Produzione. Moduli di batterie di ioni di litio in container di 6 per 2,4 metri pronti a cedere energia elettrica in rete al bisogno “per evitare di fare come la Spagna”. Già in funzione il primo impianto Bess da 21 MW (La Spezia Bess 1), si lavora per impiantarne un secondo da 200 MW (La Spezia Bess 2). Sorgerà in due zone separate, la più grande nell’area dove un tempo avevano dimora i due grandi serbatoi dell’olio combustibile da 30mila metri cubi, da cui si attingeva per avviare la centrale termoelettrica. Un retaggio testimoniato dai muri di contenimento perimetrali che avrebbero dovuto evitare una catastrofe ambientale in caso di perdita di idrocarburi, rimasti al loro posto. Sul resto della superficie a breve disponibile la partita è aperta. E’ Enel, da proprietaria dell’area, ad avere in mano tutte le carte.

 

“In queste aree si è sempre fatta energia in passato, a costo anche di alcuni sacrifici della popolazione – osserva il presidente Marco Bucci di Regione Liguria -. Adesso noi abbiamo il compito di continuare a creare energia, ma farlo in maniera che per la popolazione sia un vantaggio e non un disvantaggio. Gli impianti bisogna farli, perché altrimenti la società civile non riesce più a vivere. Però bisogna farli in maniera tale che non abbiano una ricaduta negativa sui cittadini. Anzi, che siano un vantaggio. Avere energia qui vuol dire poter usufruire di un costo dell’energia minore per le nostre industrie e favorire le capacità imprenditoriali del territorio”.  Questo un aspetto che sicuramente farebbe breccia nell’immaginario degli industriali.

Sopralluogo ex Centrale Enel: Peracchini e Bucci

 

“È veramente un’emozione – confessa il sindaco Pierluigi Peracchini -. Viviamo un momento di transizione verso un futuro diverso per quest’area, che diventerà un luogo produttivo. Oltre all’aspetto energetico ci sono altri interessi.
Noi abbiamo deliberato una pianificazione pubblica che dia risposte alle aspettative di crescita che il territorio esprime. Continueremo su questa strada collaborando con Enel, che ricordo a tutti, è un’azienda quotata in borsa e quindi ha una serietà nel procedere nelle varie attività non banale”. L’amministrazione comunale non ha mai fatto mistero di sperare che si possa trovare spazio per la nautica che, da parte propria, è affamata di spazi sul mare e guarda soprattutto all’arsenale marittimo della Marina Militare, come di recente ribadito da Massimo Perotti, patron di Sanlorenzo.

Di certo c’è il forte interesse di Leonardo sulle aree già oggi liberate. L’ex Oto Melara vive un momento di rinascita industriale che la porterà a dover gestire commesse miliardarie e ritmi di produzione incalzanti, con un orizzonte che potrebbe andare oltre il 2040. L’azienda della difesa guarderebbe all’ex carbonile, che sarà riempito proprio con il cemento della ciminiera demolita, ma anche alle aree contigue a Via delle Pianazze, scarificate dai mezzi di lavoro e che oggi si presentano come piazzali di cemento. Spazi che permetterebbero di razionalizzare il sito storico, magari dando anche una risposta alla richiesta di parcheggi dei dipendenti, che ogni mattina invadono Via Valdilocchi.

Il cantiere di demolizione dell'ex centrale Enel

 

La manifestazione di interesse lanciata da Enel nella primavera 2024 su una superficie di circa 15 ettari è in fase di due diligence e dovrebbe portare alle prime assegnazioni entro la fine dell’anno, secondo fonti dell’azienda. A Bess attivato, prime aree assegnate e ciminiera cancellata rimarrà infine in piedi il corpo centrale. E qui si apre una matassa ancora tutta da dipanare. Oltre all’abbattimento delle imponenti strutture, per cui potrebbero volerci anni di lavori che oggi non sono ancora previsti, ci sarà da svolgere la caratterizzazione del suolo sottostante per capire i livelli di inquinamento e, di conseguenza, la portata delle eventuali bonifiche e lo spazio di manovra per l’installazione di nuove attività. Con tempi e costi da definire.

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