Le scuole spezzine ripartono questa mattina con la carica dei circa 24mila studenti della scuola pubblica sui banchi, a cui si aggiungono quelli degli istituti paritari. Nei giorni scorsi la macchina organizzativa ha completato le procedure per l’avvio dell’anno scolastico e il primo obiettivo è garantire un rientro regolare, anche sul fronte dei trasporti, con il servizio inizialmente calibrato sugli orari provvisori delle lezioni. Istituti e istituzioni scolastiche, Provincia e Atc hanno lavorato nelle settimane scorse per coordinare entrate e uscite dagli istituti. Dopo i numerosi cantieri che lo scorso anno avevano complicato la mobilità cittadina, l’auspicio è che questa volta il servizio possa procedere con maggiore regolarità. Gli orari definitivi delle lezioni non dovrebbero comportare particolari stravolgimenti rispetto all’impostazione già condivisa. Ma, da queste parti, il nuovo anno scolastico porta inevitabilmente con sé anche una consapevolezza diversa. Gli episodi di violenza che hanno segnato il precedente anno, compreso quello drammatico dello scorso gennaio, hanno riportato al centro la necessità di intercettare i segnali di disagio degli adolescenti e di rafforzare la capacità degli adulti di ascoltare e accompagnare i ragazzi.
La scuola, del resto, non è soltanto il luogo dell’apprendimento. È uno degli ultimi grandi spazi di aggregazione sociale e proprio per questo il benessere di chi la vive diventa una delle priorità del nuovo anno. Come ricordato a Città della Spezia alcuni giorni fa da Giulia Crocco, dirigente dell’Ufficio Quarto (IV) – Ambito Territoriale della Spezia (il vecchio Provveditore agli Studi, ndr), alla Spezia esiste già una rete che coinvolge scuole, istituzioni e realtà del territorio: dai progetti sostenuti da Fondazione Carispezia al supporto psicologico garantito dall’Area sociosanitaria locale 5, dal Patto educativo di comunità alle iniziative di promozione della salute. A questa si aggiungono il Centro di informazione e consulenza presente nelle scuole e il tavolo permanente istituito in Prefettura. Una rete ampia, costruita per affrontare situazioni che una singola realtà non può gestire da sola. Ed è proprio questa la direzione indicata per il nuovo anno: rafforzare il confronto tra tutti i soggetti che ruotano attorno alla scuola, con l’obiettivo di non lasciare isolati né gli studenti né gli adulti chiamati ad accompagnarli.Il punto di partenza è dunque la fiducia: agli adulti viene chiesto di guardare agli adolescenti con maggiore credito, nella consapevolezza che anche questa debba essere reciproca. Oggi, con la campanella, si torna in classe. E la scuola riparte provando a essere, oltre che luogo di studio, un presidio di crescita personale e di comunità.
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