I dati diffusi dalla Guardia di Finanza della Spezia sui controlli effettuati durante la scorsa stagione estiva restituiscono un quadro che non può essere sottovalutato. Su 143 lavoratori dipendenti identificati nei 320 esercizi commerciali controllati, 11 sono risultati completamente in nero e altri 31 irregolari. Numeri che raccontano una realtà nella quale una parte dei lavoratori continua a essere impiegata senza il pieno rispetto delle regole e dei propri diritti. Per la Filcams CGIL La Spezia è importante il lavoro svolto dagli organi di controllo, fondamentale anche per contrastare la concorrenza sleale nei confronti delle imprese che rispettano contratti e norme.
“Questi dati ci dicono che il problema esiste e che non può essere considerato fisiologico nel settore del turismo e del commercio – dichiara Daniele Viviani, segretario generale della Filcams CGIL La Spezia – dietro ogni lavoratore in nero o impiegato in condizioni irregolari c’è una persona alla quale vengono negati diritti e tutele. Allo stesso tempo, le aziende che rispettano le regole subiscono una concorrenza sleale che altera il mercato”.

Particolarmente significativo è anche il dato relativo alle irregolarità sull’orario di lavoro e sulle modalità di pagamento. La stagionalità, i turni prolungati e i periodi di maggiore affluenza non possono diventare un alibi per comprimere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. “Da anni denunciamo il rischio che la stagionalità venga utilizzata come alibi per precarietà, lavoro grigio, mancato riconoscimento delle ore effettivamente lavorate e applicazione scorretta dei contratti – prosegue Viviani – il lavoro nel turismo è lavoro a tutti gli effetti e deve essere retribuito, registrato e organizzato nel rispetto della legge e dei contratti collettivi”.
Per la Filcams è necessario rafforzare la collaborazione tra istituzioni, organi ispettivi, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, intervenendo non solo nella repressione delle irregolarità, ma anche sulla prevenzione e sull’informazione. “Non basta intervenire quando l’irregolarità è già stata accertata – sottolinea Viviani – occorre una presenza costante sul territorio, con controlli adeguati anche nei periodi di maggiore intensità lavorativa, e un’azione di prevenzione che permetta ai lavoratori di conoscere ed esercitare i propri diritti”.
Anche il contrasto all’abusivismo commerciale e alla vendita di prodotti contraffatti o non sicuri rappresenta un elemento importante della tutela del lavoro regolare e dell’economia del territorio. “Difendere il lavoro regolare significa anche difendere le imprese che investono, assumono e rispettano le regole. Il turismo non può essere competitivo attraverso il costo del lavoro e la riduzione delle tutele. La qualità della nostra offerta turistica passa necessariamente anche dalla qualità del lavoro – conclude Viviani – nessun lavoratore deve essere costretto a scegliere tra avere un lavoro e vedere rispettati i propri diritti, così come nessuna impresa che rispetta le regole deve essere penalizzata da chi costruisce il proprio vantaggio sul lavoro nero o sulle irregolarità”.
The post Irregolarità scoperchiate dalla Finanza nel turismo, Cgil: “Stagionalità non deve significare precarietà” appeared first on Città della Spezia.