Ad aprile scorso 105mila veicoli hanno attraversato il casello di Ceparana-Albiano Magra. Un numero di transiti maggiore rispetto ai caselli di Deiva Marina e Carrodano, vicino ai numeri di Brugnato. In pochi anni il varco sull’A12 costruito in soli 77 giorni nel 2021 a seguito del crollo del ponte sul Magra è entrato nelle abitudini degli automobilisti. Da quando, a febbraio, è stato aperto anche ai non possessori di Telepass, i numeri sono ulteriormente cresciuti.
Rimane tuttavia da creare la viabilità della piana a servizio del casello stesso, opere che saranno finanziate nell’ambito del rinnovo della concessione autotradale a Concessioni del Tirreno. Si tratta del cosiddetto “allegato L” presentato qualche mese fa, pronto a passare dalla carta al cantiere. “Già assegnati oltre 30 milioni, le risorse sono nelle mani della Provincia della Spezia – dice l’assessore regionale Giacomo Giampedrone -. Credo che la connessione con il casello di Ceparana sarà il primo passo, poi ci dedicheremo allo sviluppo di un secondo lotto per collegare la bretella con il casello di Ceparana-Albiano Magra, ma soprattutto con il casello di Santo Stefano e le viabilità secondarie. Ogni anno condivideremo circa 40 milioni di euro, non solo per il Levante ma per tutta la Liguria”.
“Siamo nella fase della progettazione definitiva del collegamento della rotonda di Ceparana, quindi contiamo entro un paio di mesi di mettere a gara e iniziare l’opera per concluderla entro la fine del 2026. Cuba circa 5 milioni di euro – il punto di Pierluigi Peracchini, presidente della Provincia della Spezia -. Abbiamo acquisito dal Comune di Santo Stefano Magra la competenza della tratta stradale che dalla fine del ponte lato Santo Stefano arriva all’autostrada e abbiamo già iniziato a mettere in sicurezza l’area. Stiamo progettando il nuovo collegamento e, con le risorse di Concessioni del Tirreno, potremo eseguire i lavori”.
Entro l’inizio del 2028 al massimo tutta la viabilità della piana dovrebbe essere completata secondo le stime dell’ente di Via Veneto. “Ci vorranno due anni, al massimo due anni e mezzo – spiega Peracchini -. Anche perché abbiamo bisogno di viabilità alternative per fare manutenzioni ai ponti della provincia. Sono lavori che hanno una certa urgenza”. Ponte, autostrada e rete stradale che li connetteranno permetteranno di aprire cantieri che limiteranno a una corsia i vecchi viadotti. In alcuni casi potrebbero anche portare alla loro chiusura temporanea. Se ne riparlerà però solo tra un paio d’anni.