La via della salvezza per lo Spezia si è fatta strettissima, tanto che è praticamente impossibile vederla dopo lo sfacelo di Carrara e della partita casalinga contro il Mantova. Quella della retrocessione invece si dipana davanti con chiarezza. Gli aquilotti potrebbero salutare la cadetteria tra 180 minuti in caso non dovessero riuscire a vincere almeno una delle prossime contro Sud Tirol e Catanzaro e, contemporaneamente, il Bari facesse sei punti, l’Empoli battesse l’Entella che, a sua volta, riuscisse poi a regolare il Padova nel turno successivo.
A meno di non vincerne quattro su quattro, è molto probabile che lo Spezia retroceda matematicamente alla penultima giornata in casa contro il Venezia che d’altra parte, verrebbe al Picco a festeggiare la serie A. Sarebbe la chiusura di un cerchio dell’era D’Angelo, esaltata proprio da una vittoria salvezza contro il Venezia nel campionato 2024/25 che consegnò al calcio italiano Pio Esposito. Ma più in generale la fine dell’età dell’oro costruita da Gabriele Volpi e trascorsa in quattordici stagioni tra serie B e massima categoria.
Hristov e compagni in ogni caso devono giocare per evitare l’ultimo posto in classifica, posizione che la maglia bianca non ha mai conosciuto in trenta partecipazioni alla serie B. Nelle tre retrocessioni conosciute fino a oggi, nessuna fu vissuta da peggiore della classe. Neanche nel campionato 2007/08, con un club in via di dissolvimento tenuto in vita solo dalla raccolta fondi dei tifosi. Pur in un contesto impossibile, arrivarono 34 punti sul campo (-1 decurtato) che bastarono a lasciarsi alle spalle quantomeno il Cesena.
Prima ancora, nel 1950/51 la squadra condotta dal duo Bertoni-Caiti chiuse diciassettesima a tre punti dalla salvezza. Quell’anno infatti ne retrocedevano cinque in vista di una riforma del campionato dopo una fase di assestamento post bellica. Anche nel 1938/39 la caduta in serie C arrivò per uno scarto minimo, solo due punti, per il gruppo allenato da Gino Rossetti e poi Josef Violak, richiamato sulla panchina aquilotta dopo ben 15 anni. Chiuse quindicesimo su diciotto squadra, 31 punti contro i 33 del Vigevano prima delle salve, nonostante le 21 reti di Alfredo Diotalevi. Con la vittoria della Reggiana contro la Carrarese arrivata ieri sera, gli aquilotti devono recuperare due punti al Pescara o quattro proprio agli emiliani per evitare di entrare nella storia dalla porta sul retro. O per uscirne, a seconda dei punti di vista.