In partenza entro la primavera di quest’anno i lavori di realizzazione del nuovo molo carburanti della Nato nei pressi di punta San Bartolomeo. A otto anni dall’avvio del procedimento per potenziare il sea terminal della Spezia sono stati ottenuti tutti i via libera necessari da Comitato Misto Paritetico, Vigili del Fuoco, Capitaneria di Porto e Soprintendenza per le Belle Arti ligure per aprire un cantiere che, entro il 2030, dovrebbe dotare l’Italia di un rinnovato punto di ingresso marino per il carburante aeronautico che, dalla Spezia, raggiunge i grandi aeroporti militari del Nord Italia attraverso un oleodotto lungo centinaia di chilometri.
Il progetto, lanciato dall’Aeronautica Militare e curato dalla Aquatecno spa di Roma, è stato oggetto di revisione fino allo scorso autunno. Prevede la realizzazione di un nuovo pontile che sarà sostenuto da 143 pali in acciaio infissi nei fondali del Golfo della Spezia a una profondità che arriva in certi casi fino a 45 metri sotto il livello del mare. Avrà uno sviluppo lineare di circa 550 metri e un piano di calpestio che si eleverà sopra la superficie di cinque metri. In testa, due accosti per ospitare due navi cisterna fino a 80mila tonnellate di stazza lorda con annessi punti di carico e scarico degli idrocarburi. Sostituirà le condotte sottomarine utilizzate fino a oggi, il cui stato di conservazione aveva già in passato destato preoccupazioni.
Si tratta di un asset di fondamentale importanza strategica per l’Alleanza Atlantica, in questi giorni di nuovo sotto attacco da parte dell’amministrazione Trump per le mire statunitensi sulla Groenlandia dell’alleato danese. E’ infatti “l’unico terminale marino di introduzione e prelievo di combustibile Jet A-1 del sistema di oleodotti Pol Nato Nord Italia (NIPS – Northern Italy pipeline system)” sottolinea un documento della direzione generale dei lavori del Ministero della Difesa che annuncia l’avvio dell’opera entro il secondo trimestre del 2026. Oltre ad alimentare direttamente i grandi aeroporti di Ghedi, Aviano e Villafranca Veronese correndo per oltre 900 chilometri, l’oleodotto che parte dalla Spezia serve “indirettamente, tramite una connessione intermodale (treno + gomma), anche quelli dell’Italia Meridionale”.
L’intervento è destinato a cambiare in maniera radicale il colpo d’occhio del ramo di levante del golfo. Le opere si concentreranno su una vasta porzione di mare già di competenza dell’Aeronautica Militare. Oltre a un molo lungo 421 metri, elevato rispetto all’orizzonte e quindi visibile anche dal centro città, previsto un impalcato alto circa 2,8 metri che conterrà gli impianti, una piattaforma principale di circa 800 metri quadri (40 per 20 metri) e una secondaria di 120 metri quadri per gli apparati antincendio. Costo dell’opera circa 38 milioni di euro per 1.200 giorni di lavoro.