“La tradizione ci dice che Venerio, per questo proclamato patrono dei fanalisti, accendeva fuochi nella notte a beneficio dei naviganti. In realtà, oltre a quelli, l’eremita accendeva ben altri fuochi, quelli della fede, che illuminano la notte dell’uomo”. Nell’omelia tenuta ieri mattina per la festa del patrono del Golfo, il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha sottolineato questo ed altri spunti che emergono da una riflessione sulla figura del santo, unite a quelle proposte dalle letture della Messa. La celebrazione, alla presenza delle autorità militari e civili della provincia, con rappresentanze della città di Reggiolo ed anche del comune di Lumio, in Corsica, gemellato con Porto Venere, si è tenuta nel piazzale della Vela sull’isola del Tino, luogo di vita e di preghiera del santo. Con il vescovo hanno concelebrato il parroco di Porto Venere don Maurizio Comparoni ed altri sacerdoti.
L’isola del Tino, grazie alla tradizione legata a Venerio, ha detto monsignor Palletti “è oggi luogo di particolare memoria e di riferimento della storia”. La figura affascinante dell’eremita non è però
quella di un «uomo dell’isolamento», bensì la sua è stata una solitudine nella comunione, in primo luogo con Dio: “Dio non è un essere spettacolare, che cerca consenso. Egli si manifesta al profeta Elia non nel fuoco, nell’acqua, nel terremoto, ma nel soffio di una brezza leggera”. Venerio opera così sempre anche a favore dei fratelli, membra che appartengono ad un unico corpo. Al termine della Messa, il vescovo ha benedetto, con la reliquia di san Venerio, le molte imbarcazioni radunatesi nel braccio di mare davanti all’isola. Le celebrazioni erano iniziate venerdì pomeriggio in cattedrale, alla Spezia, con la Messa cui era seguita la processione al mare con la reliquia e la statua del santo.
quella di un «uomo dell’isolamento», bensì la sua è stata una solitudine nella comunione, in primo luogo con Dio: “Dio non è un essere spettacolare, che cerca consenso. Egli si manifesta al profeta Elia non nel fuoco, nell’acqua, nel terremoto, ma nel soffio di una brezza leggera”. Venerio opera così sempre anche a favore dei fratelli, membra che appartengono ad un unico corpo. Al termine della Messa, il vescovo ha benedetto, con la reliquia di san Venerio, le molte imbarcazioni radunatesi nel braccio di mare davanti all’isola. Le celebrazioni erano iniziate venerdì pomeriggio in cattedrale, alla Spezia, con la Messa cui era seguita la processione al mare con la reliquia e la statua del santo.
(foto di repertorio)
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