Marco Turati sarà il nuovo allenatore dello Spezia. Per l’annuncio è ormai soltanto questione di tempo, il necessario perché si definiscano gli ultimi passaggi legati alla sua uscita dal Catanzaro. Una vicenda complessa, sviluppatasi nell’arco di quasi un mese, che affonda le proprie radici nello scorso 29 giugno, quando il tecnico aveva sottoscritto un precontratto con il club calabrese. Un accordo che, nei fatti, non si trasformerà mai nell’inizio della sua avventura sulla panchina giallorossa, dopo il ritorno di fiamma dello Spezia e, soprattutto, di Guido Angelozzi. Turati è sempre stato il primo nome nella lista del nuovo direttore dell’area tecnica aquilotta. Già all’inizio di giugno, quando aveva iniziato a prendere forma la possibilità di un approdo dell’ex dirigente del Frosinone allo Spezia, Angelozzi aveva contattato il tecnico reduce dall’esperienza al Siracusa per sondarne la disponibilità. La risposta era stata immediatamente positiva. Per Turati, Spezia rappresentava qualcosa di più di una semplice opportunità professionale. Proprio in maglia bianca aveva infatti mosso i primi passi da allenatore, entrando nello staff di Vincenzo Italiano in quella stagione che avrebbe cambiato la storia recente del club. E proprio Angelozzi, allora direttore sportivo, era stato uno dei principali artefici dell’arrivo e della crescita di Italiano in riva al Golfo.
Nonostante sul tavolo ci fossero numerose proposte, Turati aveva dato priorità alla possibilità di tornare al Picco. Le richieste non mancavano: il Catanzaro osservava con interesse, ma anche diverse società di Serie C avevano manifestato concretamente la volontà di affidargli la propria panchina. Dal Potenza all’Inter Under 23, passando per un Lecco costruito con ambizioni di promozione nel girone A. Del resto, il biennio al Siracusa aveva consacrato il tecnico tra gli allenatori emergenti della categoria: una proposta di gioco apprezzata, risultati importanti e la capacità di ottenere il massimo nonostante una stagione vissuta tra numerose difficoltà extracalcistiche.
La trattativa con lo Spezia, però, si era improvvisamente raffreddata. A metà giugno Angelozzi non era ancora riuscito a liberarsi dal Cagliari e l’operazione sembrava essersi complicata oltre il previsto. Come aveva già comunicato anche a Charlie Stillitano, il dirigente siciliano aveva contattato Turati spiegandogli con grande trasparenza che, alla luce delle difficoltà incontrate, sarebbe stato opportuno non attendere ulteriormente e iniziare a valutare altre opportunità. Un consiglio che il tecnico aveva seguito. Da lì la decisione di raggiungere un’intesa con il Catanzaro, culminata nella firma del precontratto il 29 giugno. Un accordo destinato a diventare effettivo il primo di luglio attraverso il deposito del contratto, passaggio che infatti è stato regolarmente completato, rendendo Turati, almeno formalmente, il nuovo allenatore del club di Floriano Noto.

Nel frattempo, però, gli scenari erano nuovamente cambiati. Angelozzi era riuscito a risolvere il proprio rapporto con il Cagliari e a legarsi ufficialmente allo Spezia. A quel punto il telefono di Turati è tornato a squillare. Una telefonata inevitabilmente delicata, anche per il rispetto dovuto a un club con il quale il tecnico aveva ormai preso un impegno. In quei giorni, infatti, Turati aveva già iniziato a pianificare la nuova stagione insieme alla dirigenza calabrese. Aveva partecipato a riunioni di mercato, confrontandosi sui profili da inserire in rosa e indicando anche Delpiano come uno degli obiettivi ritenuti funzionali al proprio progetto tecnico. Sembrava l’inizio di un nuovo percorso.
Poi, però, la scelta. A pochi giorni dall’avvio ufficiale dell’avventura in Calabria, Turati ha maturato la convinzione di non poter rinunciare alla possibilità di allenare lo Spezia. Ha così telefonato personalmente al presidente Noto per comunicargli la propria decisione di non proseguire. Una comunicazione che ha colto di sorpresa il numero uno del Catanzaro e che ha inevitabilmente provocato grande irritazione. Forte di un contratto ormai depositato e pienamente valido, Noto ha inizialmente valutato anche le possibili strade legali per far valere gli impegni sottoscritti dal tecnico, che da tre giorni risulta a tutti gli effetti l’allenatore del Catanzaro. Nel frattempo, però, il club giallorosso si è mosso rapidamente per individuare il sostituto. La scelta è ricaduta su Giorgio Gorgone, che curiosamente era stato contattato anche da Angelozzi intorno alla metà di giugno. Il direttore dello Spezia ne apprezza da tempo qualità umane e professionali, ma in quel colloquio aveva spiegato con chiarezza che la priorità assoluta restava Marco Turati.
L’ultimo nodo da sciogliere riguarda proprio gli aspetti formali. Turati, infatti, non ha rassegnato le dimissioni e sarà quindi il Catanzaro a procedere con l’esonero, passaggio necessario per liberare definitivamente il tecnico e consentirgli di sottoscrivere il contratto biennale con lo Spezia. L’operazione dovrebbe essere definita entro il fine settimana. A quel punto Turati potrà legarsi ufficialmente al club bianco e presentarsi al raduno della prossima settimana, primo atto della nuova stagione che porterà poi la squadra al ritiro di Pontremoli, in programma dal 13 luglio.
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