Sono comparsi per le strade della Spezia come presenze insolite, quasi astronavi atterrate nel paesaggio urbano. Sono i “Vagabondi” di Fabrizio Bellomo, installazione nata da Aktè – Laboratorio del mare, progetto curato da Spazi Fotografici, e presentata ufficialmente domenica al CAMeC. Al centro dell’opera ci sono i drifters, dispositivi utilizzati dai ricercatori di CNR-ISMAR, CNR-IFC e INGV per studiare le rotte percorse dalla plastica nei mari. Bellomo li ha trasformati in grandi immagini fotografiche, ingigantendoli e portandoli fuori dai laboratori per inserirli nello spazio pubblico. Un cambio di scala che trasforma oggetti scientifici in presenze capaci di attirare lo sguardo e accendere una riflessione sull’inquinamento marino.
A raccontare il progetto sono state le ricercatrici Silvia Merlino del CNR e Marina Locritani dell’INGV di Santa Teresa, insieme ad alcune studentesse dell’IIS Capellini-Sauro coinvolte nel percorso di Citizen Science. Tra i protagonisti della ricerca anche Marco Paterni del CNR di Pisa. “I rifiuti non spariscono”, ha sottolineato il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, evidenziando come il progetto riesca a mettere in dialogo arte, scienza e sensibilizzazione ambientale, portando all’attenzione del pubblico il lavoro degli istituti di ricerca e le conseguenze della dispersione dei rifiuti in mare.
Per Davide Marcesini, presidente di Spazi Fotografici, l’iniziativa nasce all’interno di Aktè, programma di residenze artistiche che ha coinvolto il territorio del Golfo dei Poeti, da Ameglia a Porto Venere, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso il bando “Starter_Cultura e creatività per la sfida ambientale”. La curatrice Chiara Ruberti ha infine inquadrato il lavoro di Bellomo nel più ampio contesto dell’arte pubblica: frammenti che vengono spostati, ricollocati e restituiti alla città per costringere chi passa a fermarsi, osservare e andare oltre la superficie. I “Vagabondi” diventano così una sorta di cassa di risonanza per la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, un richiamo a un’urgenza sempre più evidente: la salute del mare.
La giornata si è conclusa al museo di Piazza Battisti con un momento informale di confronto e convivialità. L’inaugurazione era stata preceduta da un tavolo di lavoro dedicato al ruolo dell’arte pubblica e partecipata, con il coinvolgimento di istituzioni, artisti, associazioni e progettisti.
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