I cercatori scaldano i muscoli, iniziano le sveglie all’alba alla ricerca dei funghi

I temporali e le piogge di questi giorni, tipiche del periodo post-ferragostano, erano quello che ci voleva. Ed ora i cercatori di funghi scaldano i muscoli e contano i giorni che occorrono perché porcini e ovuli tornino a popolare i boschi. Dipende dalle notti, dalla luna, ma l’elemento essenziale è stata la pioggia caduta già nei giorni precedenti, ma a macchia di leopardo. Ora il terreno si è imbevuto uniformemente. Pronti i tesserini rilasciati dai Consorzi, pronto il cesto per riporre il bottino ed una ripassatina alle norme sempre più rigorose in materia di raccolta. Ma alla passione non si comanda. Sveglia alle 4 e poi partenza verso le diverse valli della zona: Taro, Vara, Aveto. Ognuno ha il suo posto e le sue poste preferite. Per Vigili del fuoco, Soccorso alpino e le pubbliche assistenze inizia anche, loro malgrado e facendo gli scongiuri, la stagione di chi si perde nei boschi, e chi scivola lungo i sentieri, tenendo sempre bene stretto il cesto con i funghi raccolti.

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