“Gravina venga agli allenamenti del Lunigiana Pattinaggio Artistico per capire il professionismo”

“Definire il calcio come unico sport professionistico, relegando gli altri a una dimensione dilettantistica, è una visione non solo superficiale, ma profondamente irrispettosa verso chi ogni giorno rappresenta l’Italia con sacrificio, disciplina e risultati concreti. Il professionismo non si misura nei milioni di euro o nei diritti televisivi. Il professionismo è fatto di fatica, lavoro quotidiano, rinunce, valori. E sotto questo punto di vista, gli altri sport italiani non hanno nulla da invidiare al calcio”. Lo dice Matteo Bianchi, segretario generale provinciale aggiunto del sindacato FSP della Spezia rispondendo alle dichiarazioni rilasciate da Gabriele Gravina, presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio, all’indomani della mancata qualificazione ai Mondiale di calcio della nazionale italiana.

Alla domanda sul perché proprio il calcio si rimasto la cenerentola dello sport italiano, che vive un periodo di grande prestigio tra atletica, tennis, sci, automobilismo, pallavolo e tante altre discipline, Gravina aveva bollato queste come “dilettantistiche”, a suo modo di vedere, rispetto al pallone calciato. “Parlo con cognizione di causa, anche per il ruolo che rappresento, difendendo il valore straordinario del gruppo sportivo Fiamme Oro, esempio concreto di eccellenza sportiva italiana – dice Bianchi -. Atleti che, spesso lontani dai riflettori, portano risultati internazionali con un impegno che definire dilettantistico è semplicemente inaccettabile ed irrispettoso”.

Bianchi dunque si unisce a quelli che chiedono le dimissioni immediate di Gravina, tra i quali il primo è stato il ministro dello sport Andrea Abodi. “Colgo inoltre l’occasione per rivolgere allo stesso Gravina un invito diretto e concreto: venga a vedere, e se vuole a provare personalmente, cosa significa allenarsi in una realtà come la Lunigiana Pattinaggio Artistico FSP Polizia di Stato, una società che porta con orgoglio il nome della nostra organizzazione e che ogni giorno rappresenta valori autentici di impegno, disciplina e sacrificio, formando atleti e ottenendo risultati di livello nazionale e internazionale. Qui ci sono atlete che si allenano sette giorni su sette, con livelli di impegno assoluti, tra cui una vicecampionessa mondiale di pattinaggio artistico inline. Forse, vivendo questa realtà, sarà più chiaro cosa significhi davvero essere professionisti nello sport. Lo sport italiano merita rispetto, tutto. Non esistono sport di serie A e sport di serie B, ma solo atleti che ogni giorno danno tutto per migliorarsi e rappresentare il proprio Paese”.

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