“Siamo in grado con la nostra Marina Militare di garantire il passaggio da Bab el Mandeb, ci attiveremo in modo che le nostre navi commerciali possano passare senza aspettare che la burocrazia europea si sommi alla nostra”. Lo ha detto Guido Crosetto intervenendo al Forum Risorsa Mare alla Spezia. Il governo italiano dunque valuta l’invio di unità italiane nello stretto che dà accesso al Mar Rosso e quindi a Suez e in definitiva al Mar Mediterraneo. Uno stretto che oggi è minacciato dall’avanzata degli Houthi nella Penisola Arabica. I guerriglieri ora controllano ampie zona della costa e quindi possono rappresentare una minaccia alla navigazione.
L’Italia dunque è pronta a muoversi al di fuori delle missioni europee o comunque in anticipo rispetto ad esse, secondo quanto fatto intendere da Crosetto. Dalla parte opposta dello stretto, a Gibuti, c’è da tempo un base italiana di supporto da cui operano soldati italiani di Esercito, Aeronautica e Marina. “Gibuti non viene toccata da quello che stanno facendo gli Houthi. Oggi ci preme ripristinare il traffico delle navi italiane attraverso Bab el Mandeb, ne parlavo prima con il ministro Musumeci, rendendolo sicuro ed evitando altri impatti economici come quelli che abbiamo oggi con il prezzo del petrolio e del gas dopo la crisi di Hormuz”, spiega il ministro.

Quante navi e con quali disposizioni, rimane da decidere. “Valuteremo con il governo e con il parlamento cosa sarà necessario fare. Sia chiaro che se mandiamo navi, le mandiamo a protezione della flotta mercantile”, dice il ministro. “Abbiamo parlato con il presidente degli armatori di questa volontà del ministero della Difesa e della Marina Militare – aggiunge Crosetto -. Si dimostrano due cose. La prima è che le forze armate e la sicurezza si estendono al di là del perimetro classico. La seconda è che quando manca la sicurezza è tutta l’economia a risentirne. Il presidio del mare è fondamentale e lo strumento militare lo garantisce”. Il discorso riguarda anche le infrastrutture sottomarine, per la cui difesa si lavora presso il Polo nazionale della dimensione subacquea. “Immaginate se si sommasse una crisi del gas in arrivo dall’Algeria a Hormuz. Pensate a internet che funziona grazie alle dorsali sottomarine”.
Infine il ministro, a margine del proprio intervento, conferma gli investimenti sulla base navale della Spezia che dovrebbero accelerare nel 2027 con il progetto Basi Blu. “La Spezia è uno degli arsenali più antichi e più grandi in Italia, la Marina ha previsto investimenti su di esso. Gli aumenti degli investimenti in difesa non sono così di moda e finora non ci sono stati. Ma dal 2027/28 ci saranno e in parte andranno anche in arsenali, caserme, aeroporti e quindi anche alla Spezia”.
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