Giochi online, scommesse e slot: alla Spezia spesi più di 625milioni di euro, consumo pro capite supera quello della media nazionale

In provincia della Spezia la somma totale destinata al gioco d’azzardo ha raggiunto la cifra esatta di 625.781.225,19 euro. Un dato contabile certo, rilevato dall’Agenzia delle accise, Dogane e Monopoli e rielaborato da Fondazione Istituto studi sul consumo, Cgil e Federconsumatori nel report “Il libro nero dell’azzardo – Lo Stato perdente” presentato durante l’assemblea di Anci Liguria, che si è tenuta nella sala del consiglio della Città Metropolitana di Genova nell’ambito della campagna “Mettiamoci in gioco”. Ripartito sulla popolazione maggiorenne residente, l’importo si traduce in una spesa individuale di 3.351,30 euro a testa: un valore pro capite che posiziona il territorio spezzino al di sopra della media nazionale italiana, pari a 3.284 euro (con una differenza di circa 67 euro in più rispetto agli altri).

L’ammontare descrive il volume finanziario complessivo transato nell’arco di un anno tra rete fisica e piattaforme digitali da remoto. L’analisi della composizione percentuale delle giocate in provincia evidenzia la prevalenza dei giochi di abilità a distanza (ad esempio poker, giochi di carte tradizionali e da tavolo online), che assorbono il 51,7% della raccolta totale spezzina. Seguono gli apparecchi fisici come slot machine e videolottery con il 21,9%, il gioco a base sportiva all’11,4% e le lotterie al 5,8%. Le quote rimanenti si dividono tra Lotto (3,1%), scommesse virtuali (3%), giochi numerici a totalizzatore (1,2%), bingo (1,1%), betting exchange (0,6%) e ippica (0,3%).

Il fenomeno digitale mostra una forte capillarità anche nei singoli centri del territorio: tra i dati di rilievo, Arcola figura al 39esimo posto nel report tra i primi 100 comuni italiani per raccolta pro capite online nella fascia d’età 18-74 anni, confermando come il web guidi la crescita dei flussi finanziari da remoto rispetto ai punti vendita tradizionali.

Il contesto locale si inserisce all’interno di un quadro nazionale che nel 2025 ha visto la raccolta complessiva sfiorare i 165,34 miliardi di euro, segnando un aumento del 5% rispetto all’anno precedente e arrivando a pesare per circa il 7,3% sul Prodotto Interno Lordo italiano. A trainare questa crescita è la progressiva espansione del settore online, che a livello nazionale supera i 100 miliardi di euro di volume giocato, spostando i flussi finanziari dai punti vendita fisici alle piattaforme digitali. Mentre l’azzardo da remoto assorbe la quota maggioritaria del giocato complessivo, la rete fisica continua a registrare la quota più consistente delle perdite nette per gli utenti, a causa dei differenti margini di restituzione in vincita previsti dai dispositivi territoriali rispetto alle piattaforme web.

Il gioco d’azzardo è stato definito “un’emergenza sociale” dal presidente di Anci Liguria e sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, che ha evidenziato come la piaga delle ludopatie bruci ogni anno ingenti risorse economiche impoverendo le famiglie. Sul territorio provinciale sono state messe in campo diverse iniziative: una in particolare, tenutasi recentemente nel quartiere di Mazzetta alla Spezia, ha premiato le attività commerciali che hanno scelto di rinunciare all’installazione delle “slot machine” nei propri locali.

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